Ddl Zan, Magi (+Europa) a iNews24: “Grave che la Chiesa evochi il Concordato, ma il vero scandalo è l’otto per mille”

Il deputato di +Europa, Riccardo Magi, esprime un duro giudizio sulle posizioni assunte dal Vaticano in riferimento al ddl Zan: “La Chiesa invita spesso ad accogliere e perdonare, ma attivarsi per contrastare le discriminazione è un’altra cosa”. L’esponente dei radicali, non risparmia nemmeno la politica dalle sue responsabilità: ”Quando si parla del Vaticano, la politica ha sempre la tendenza ad abbassare un po’ troppo la testa”

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Riccardo Magi (da Facebook)

Sta facendo molto discutere l’iniziativa del Vaticano che ha chiesto formalmente al governo italiano di modificare il ddl Zan; secondo la Segreteria di Stato infatti la proposta di legge violerebbe “l’accordo di revisione del Concordato”.

“Si tratta di una posizione a mio avviso inaccettabile, perché al di là della legge, che ho votato anche se penso si potesse scrivere meglio, il tema in questo caso è l’ingerenza del Vaticano in una questione legislativa dello Stato italiano. Il tutto mentre è in ancora corso l’iter legislativo, dal momento che la legge è stata approvata in prima lettura alla Camera e ora vive una fase di stallo al Senato. Serve assolutamente una seria riflessione su cosa significhi oggi la parola ‘laicità’ , anche perché  mi sembra che gran parte della politica che normalmente è affamata di consenso, quando si parla di certi temi, abbia invece paura di schierarsi in contrapposizione con il Vaticano e abbia la tendenza ad abbassare un po’ troppo la testa”

Tra l’altro, stiamo parlando di un’iniziativa che non ha precedenti nella storia…

“Mi sembra molto grave, e visto che si evoca addirittura la convocazione della Commissione paritetica prevista dal Concordato, io a questo punto rilancerei ponendo invece l’attenzione su un altro grande tema: quello dell’otto per mille. Uno scandalo vero e  proprio che corrisponde ad un’erogazione di oltre un miliardo di euro l’anno, con un meccanismo che la stessa Corte dei Conti italiana ha riconosciuto essere non trasparente e in violazione della volontà dei cittadini”

Il Vaticano contro il ddl Zan

Vaticano
Piazza S.Pietro , Vaticano (foto: Getty)

Sembra che molte delle resistenze  nei confronti della legge Zan siano legate al fatto che le scuole cattoliche, in questo modo, non potranno esimersi dall’organizzare la futura giornata nazionale contro l’omotransfobia.

“Stiamo parlando di principi che sono già presenti nella nostra Costituzione e per cui tutte le scuole, pubbliche o private che siano, potranno declinare e interpretare questa occasione come un modo per comunicare ai ragazzi la negatività della discriminazione su questioni di genere e orientamento sessuale. Francamente mi allarma non poco che tutto ciò possa essere visto e percepito come una violazione della liberta di insegnamento. Davvero non riesco a vederla e anzi, mi sembra una lettura molto stiracchiata. Lo trovo incomprensibile, pretestuoso e molto grave”

Perché allora un’iniziativa del genere e perché proprio su questo tema?

“Io credo che abbiano preso questa iniziativa perché, probabilmente, anche nella Chiesa ci sono diverse sensibilità rispetto a questo tema e ai passi in avanti fatti dal Vaticano e dai pontefici nei confronti dell’omosessualità. In generale nella Chiesa si tende spesso a dire che bisogna accettare, accogliere e perdonare; un’altra cosa però è dire che bisogna anche attivarsi per contrastare le discriminazioni. Un conto è dire ‘perdoniamo tutti’, un altro è impegnarsi realmente perché si riconosca che le discriminazioni sono anche frutto di comportamenti, atteggiamenti e insegnamenti sbagliati, che però troppo spesso vengono tollerati. E su questo punto, il Vaticano è ancora molto arretrato”

Lei ha parlato anche di errori nella stesura del ddl, quanto hanno pesato?

“Innanzitutto non possiamo farci illusioni sul fatto che le discriminazioni si combattano solo con le aggravanti del codice penale. Le discriminazioni vanno superate riconoscendo i diritti, quindi con una riforma del diritto di famiglia, con il riconoscimento del matrimonio egualitario, e con le adozioni per le coppie gay. Detto ciò, credo che siano stati fatti degli errori nell’iter legislativo di questa norma. Ad un certo punto la si è caricata troppo di tutta una parte relativa a quelle definizioni sull’orientamento sessuale e l’identità di genere, mentre probabilmente non era questa la norma in cui inserire questi aspetti. Andava semplificata, introducendo invece aggravanti simili a quelle che già c’erano su base etnica e razziale”

Questa della Santa Sede è un’operazione che, insieme all’opposizione e all’ostruzionismo del centrodestra, rischia forse di affossare definitivamente questo disegno di legge. Riuscirete a portarlo avanti nonostante tutto?

 “Spero che si riesca comunque ad andare avanti, perché nonostante gli errori commessi, da tutti, anche da parte del Partito democratico, la considero comunque una norma positiva. Ora, l’errore ulteriore che dovremmo evitare di commettere, e  che invece mi pare si stia verificando, è proprio quello di ripensarci e tornare indietro” 

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