Cashback, qui salta tutto: milioni di rimborsi a rischio

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Cashback, qui salta tutto: milioni di rimborsi a rischio per tutti quelli che non hanno rispettato le regole. Il verdetto arriverà presto

Saranno più veloci i furbetti oppure i controlli? Una domanda che rimane sospesa nel vuoto a 10 giorni dalla fine della prima fase per la raccolta dei dati per il Cashback di Stato e per il Super cashback. Una corsa contro il tempo che rischia di far saltare il banco perché milioni di transazioni sono a rischio.

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Cashback (Getty Images)

Tutto nasce dalle carte del ministero dell’Economia che a suo tempo ha messo nero su bianco il regolamento di Cashback e Super cashback. Si legge chiaramente che le transazioni devono essere reali, cioè collegate ad un acquisto. Il problema è che nessuno specifico se l’acquisto debba essere effettuato in un’operazione unica. Altro problema è legato alle transazioni che hanno un costo per gli esercenti.

Le micro transazioni non erano quindi esplicitamente vietate dal regolamento e per questo coloro che noi chiamiamo furbetti in realtà pensano di essere nel giusto. Così il rischio è che se tante operazioni dovessero essere annullate, parta anche una raffica di ricorsi.

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Cashback, qui salta tutto: l’unica soluzione è quella di cambiare le regole, ma rimane difficile

Non è tanto un discorso legato al Cashback di Stato, quanto al Super cashback da 1.500 euro per i migliori 100mila partecipanti. Come hanno denunciato diverse categorie di benzinai, ci sono almeno 20 milioni (ma alcune stime dicono 30 milioni) di micro transazioni nelle stazioni di rifornimento. Pesando sulle casse dei gestori, per i furbetti dei rimborsi invece sono la manna.

Secondo i dati ufficiali sono circa 8,6 milioni circa i cittadini che hanno partecipato al cashback, con transazioni vicine a quota 680 milioni. Gli utenti con transazioni validate nel primo semestre del 2021 sono invece 7,6 milioni. Inoltre da gennaio a oggi sarebbero stati registrati 107 milioni di transazioni per importi inferiori a 5 euro e su queste si concentreranno i controlli.

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(Pixabay)

Milioni di rimborsi a rischi quindi? Sulla carta sì, ma sarà difficile comunque dimostrare che ci sia stato dolo. La soluzione più semplice sarà quella di cambiare le regole di base, anche se la seconda fase scatterà il 1° luglio e quindi i tempi sono strettissimi.

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