Denise Pipitone, il mistero dell’auto fantasma: c’erano le sue impronte?

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Denise Pipitone, il mistero dell’auto fantasma che il giorno della scomparsa aveva sfrecciato per le vie di Mazara: c’erano le sue impronte?

(Instagram)

A quasi 17 anni di distanza non è facile avere ricordi nitidi, analizzare particolari che all’epoca erano stati poco considerati oppure trascurati del tutto. Ma per trovare Denise Pipitone è necessario andare a rivedere tutto quello che era stato fatto allora e trovare nuove ipotesi investigative. Compreso il mistero delle due auto che tornano prepotentemente di moda.

La prima è quella, parzialmente bruciata e senza targa, nei pressi di via Rieti. La stessa via dove si trova il magazzino dal quale quella mattina partì una telefonata al numero di Anna Corona. E lo stesso magazzino nel quale lavorava il testimone sordomuto Battista Della Chiave, oggi deceduto. Su quella vettura saranno fatti nuovi accertamenti, ma non è l’unica protagonista della storia.

(Screenshot Mediaset Play)

Ne spunta infatti un’altra che sempre la mattina della scomparsa di Denise aveva fatto molto chiacchierare in paese e ora è stata sdoganata di nuovo nell’ultima puntata di ‘Quarto Grado’. Si tratta di una Ford Fiesta, molto probabilmente di colore grigio e con una targa che la fa risalire alla provincia di Trapani.

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Denise Pipitone, il mistero dell’auto fantasma: perché quelle impronte non sono state controllate?

Un’auto che, come hanno riferito alcuni testimoni, la mattina del 1° settembre 2004 andava a forte velocità tanto che ad un certo punto ha anche urtato un marciapiede in modo violento . Sicuramente la botta ha prodotto qualche danno, ma la donna al volante (capelli corti e castano chiari) non si è fermata.

Ha proseguito la sua corsa infilandosi poi in una stradina sterrata, nota soltanto a chi abita in quella zona. Per un po’ era stata anche seguita in motorino da un testimone che poi però ha cambiato strada. Lo ha riferito Espedito Marinaro,  un investigatore privato che fin dall’inizio ha dato una mano a Piera Maggio, la mamma della bimba.

(Screenshot Rai)

Già all’epoca erano comunque state controllate diverse automobili sono state comunque controllate all’epoca e una in particolare aveva l’impronta di una manina sul parabrezza. Il nome della donna era già stato vagliato all’epoca, ma nessuno riesce a capire se nelle officine della zona sia stata fatta una riparazione del genere. Resta il, fatto che quell’impronta digitale avrebbe potuto far avvicinare alla verità.

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