Strage Mottarone, l’accusa del pm: “Tutti sapevano del blocco dei freni”

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Arriva l’accusa del pm sulla strage del Mottarone. Infatti per il pubblico ministero tutti erano a conoscenza del blocco dei freni: “E’ stato un attentato”.

Strage Mottarone
Incidente funivia: la ricostruzione dell’accaduto (Foto: Getty Images)

Non si fermano le indagini sulla strage del Mottarone, l’incidente della funivia che ha causato la morte di 14 persone. Infatti Olimpia Bossi, procuratrice della Repubblica di Verbania non ha dubbi sul crollo della funivia a Stresa ed ha affermato che ci troviamo davanti a chi ha preferito mettere a repentaglio la vita degli altri, a fronte di un proprio interesse. L’impresa avrebbe violato norme in materia di sicurezza.

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Bossi ha ricordato che tutti sapevano che il freno restava aperto anche se non doveva, anche i dipendenti della Ferrovie del Mottarone. Una scelta fatta dai principali delle ferrovie del Mottarone proprio perchè erano sicuri che il cavo traente non si sarebbe mai spezzato. Quindi stando alla procuratrice, per un mese si sarebbe giocato alla roulette russa, con la strage che sarebbe stata solamente una questione di tempo. Quindi per interessi economici i responsabili della manutenzione avrebbero abbassato la guardia, un gesto di incoscienza che ha portato alla morte di quattordici persone.

Strage Mottarone, l’udienza pronta a convalidare i 3 fermi: la richiesta del Pm

Strage mottarone
La richeista dei pm (screenshot Twitter)

In queste ore il procuratore Bossi, insieme alla sostituta Laura Carrera, stanno completando l’inchiesta per la convalida del fermo ai tre responsabili della tragedia. La richiesta dovrà essere depositata entro 48 ore, che scadono proprio durante questo giovedì. Al momento non c’è ancora nessuna data per l’udienza di convalida davanti al Gip. Con molte probabilità, però, verrà fissata entro il pomeriggio di domani.

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Durante l’udienza davanti al Gip si cercherà di capire la condotta che decideranno di tenere i tre indagati. Il Gip, infatti, ascolterà la difesa di Luigi Nerini, proprietario della società di gestione, il direttore dell’esercizio Enrico Perocchio e il capo servizio Gabriele Tadini, attualmente in carcere a Verbania. Intanto nella serata di ieri il parrocco di Stresa, don Gianluca Villa, ha tenuto un’affollata messa per ricordare le vittime della strage.

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