Covid-19, Bassetti a iNews24: “Facciamo tornare alla normalità chi si è vaccinato, come in Germania”

“Abbiamo 21 milioni di vaccinati e non sono tutti anziani. Facciamo tornare loro a una vita pseudo normale, e anche chi ha avuto l'infezione con il green pass”. Matteo Bassetti, direttore della Clinica Malattie Infettive del Policlinico San Martino di Genova, ritiene che in Italia dovrebbe essere adottata la stessa linea della Germania, che ha tolto gran parte delle restrizioni ai cittadini che hanno ricevuto il vaccino.

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Abbiamo 21 milioni di vaccinati e non sono tutti anziani. Facciamo tornare loro a una vita pseudo normale”. Matteo Bassetti, direttore della Clinica Malattie Infettive del Policlinico San Martino di Genova, ritiene che in Italia dovrebbe essere adottata la stessa linea della Germania, che ha tolto gran parte delle restrizioni ai cittadini che hanno ricevuto il vaccino.

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Uno studio della Rockfeller University pubblicato sul New England Journal of Medicine il 21 aprile, racconta di due casi di reinfezione in altrettante persone vaccinate con due dosi di Moderna e Pfizer. Cosa è accaduto?
La vaccinazione, nel caso di Pfizer e Moderna, ha un’efficacia sulla malattia sintomatica del 90 – 95%, nel caso di Astrazeneca dell’80%. Queste persone quindi rientrano perfettamente nella fascia di chi potrebbe infettarsi nonostante il vaccino. In ogni caso, la cosa importante non è che ci si può infettare nonostante il vaccino. Ci interessa evitare le forme gravi, che vengano ridotti i ricoveri in ospedale, le rianimazioni, le polmoniti e la morte”;

Non è certo quanto durerà l’immunizzazione. Ogni determinato periodo di tempo sarà necessario fare il richiamo?
Dobbiamo pensare che il vaccino del Covid diventerà esattamente come quello dell’influenza. Io sono sempre stato a favore dei vaccini. Secondo me in un Paese civile tutti dovrebbero vaccinarsi. Succedeva prima del Sars-Cov-2 con le varianti del virus influenzale e così faremo anche dopo la pandemia. Magari arriveremo al punto di creare un solo vaccino sia per l’influenza che per il Sars-Cov-2, così una volta all’anno ci vaccineremo. Se oggi nei paesi evoluti viviamo in media fino a 85 anni, è grazie agli antibiotici e ai vaccini. Per chi si è sempre vaccinato non cambierà niente. Con l’organizzazione che abbiamo messo in piedi oggi, diventerà facilissimo somministrare le dosi. Ad oggi, dopo quello che abbiamo passato, se guardo indietro a un anno fa, non avrei mai immaginato che saremmo arrivati a quattro vaccini approvati in Italia, un quinto in arrivo in Europa e altri ottanta programmi di sieri al mondo. Alcuni Paesi, come Israele, la Gran Bretagna e in parte gli USA, sono già fuori dalla pandemia, ed è tutto grazie alla ricerca”;

Covid Bassetti
Matteo Bassetti (da Facebook)

Secondo lei tra quanto si potrà tornare alla normalità?
Possiamo essere ottimisti perché con questo ritmo a settembre ne usciremo. La Germania dal prossimo weekend toglierà ai vaccinati quasi tutte le restrizioni e in questo dovremmo prendere esempio da loro. Anche per aiutare la campagna vaccinale, dovremmo dire alla gente che i vaccinati possono tornare alla pseudo-normalità. In tutta Italia sono 21 e non  sono tutti anziani. Facciamo tornare loro a una vita pseudo normale, e anche, grazie al green pass, chi ha avuto l’infezione. Facciamo i tamponi, insomma, iniziamo a tornare alla normalità”;

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Il Commissario per l’Emergenza Francesco Figliuolo ha fatto sapere che si sta valutando di estendere il vaccino Astrazeneca alle persone di età minore di 60 anni. Ne sta parlando con l’Iss e il Cts dell’Aifa.
I dati inglesi, che comunque dobbiamo considerare, dicono che non ci sono stati grandi problemi con la somministrazione di Astrazeneca a tutte le fasce di età. Potrebbe avere senso vaccinarci con quelli che già abbiamo in casa, perché ormai li abbiamo ordinati. Gli effetti rarissimi delle trombosi si sono verificati soprattutto nelle donne al di sotto dei quarant’anni. L’Ema ha raccomandato massima cautela, ma resta una raccomandazione, non un ordine. Si può ragionevolmente pensare di vaccinare con Astrazeneca la fascia di popolazione fino ai cinquant’anni. Significherebbe coprire una fascia di età importante, con un vaccino comodo che si conserva in frigo e che ha dato ottimi risultati di immunizzazione. Si è sbagliato a cannibalizzarlo in tutta Europa, perché oggi ha una pessima reputazione nella popolazione. Non si è stati in grado di difenderlo. Se il Commissario Europeo dice che l’Europa deve puntare tutto sui vaccini a mRna, indirettamente silura Astrazeneca, Johnson&Johnson e indirettamente anche Reithera, il vaccino italiano. Sono affermazioni che dovrebbero essere fatte quando ci sono dati certi”;

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Vaccino Covid, l’aggiornamento da parte del Commissario straordinario Figliuolo (via Getty Images)

Trentamila persone hanno festeggiato lo scudetto dell’Inter per le strade di Milano e a Piazza del Duomo.
Quella che è successa è una cosa brutta, però mi spiace perché era attesa. Solo chi non voleva vedere non poteva prevederlo. Si sarebbe potuto rendere tutto più ordinato, ad esempio riaprendo gli stadi e accogliendo i tifosi con un maxischermo. In uno stadio da 80mila persone con il 15% di capienza, sarebbero entrate dalle 12mila alle 15mila persone e avrebbero potuto festeggiare. Si fanno sempre i discorsi con il senno del poi. È evidente che si adottano due pesi e due misure. Ad esempio, non si può andare al ristorante al chiuso con il proprio figlio, ma si può andare in trentamila in Piazza Duomo a Milano. Non è stato un bello spettacolo, soprattutto in un momento come questo e in una Regione come la Lombardia. Da una parte, la colpa è di chi l’ha fatto e non avrebbe dovuto, ma dall’altra è anche di chi non ha saputo intercedere presto su una cosa del genere. Una manifestazione di 30mila persone in Piazza Duomo non si organizza in un minuto. Immagino che qualcuno sapesse che c’era l’idea di organizzare la festa per lo scudetto”;

Dopo questo episodio c’è il rischio di un nuovo incremento dei contagi?
Non so cosa succederà. È un esperimento live che avrei preferito evitare in questo momento, ma vedremo cosa accadrà tra dieci giorni. Se non ci sarà un incremento esponenziale dei contagi tra le trentamila persone che erano lì, vorrà dire che il contagio all’aria aperta non è così facile”.

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