Ucciso per un parcheggio a Torre Annunziata: i quattro indagati restano in cella

Il giudice per le indagini preliminari Antonio Fiorentino ha convalidato l'arresto dei quattro presunti colpevoli dell'omicidio di Maurizio Cerrato, ucciso il 19 aprile dopo aver provato a difendere la figlia durante una lite per un parcheggio.

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Il giudice per le indagini preliminari Antonio Fiorentino ha convalidato l’arresto dei quattro presunti colpevoli dell’omicidio di Maurizio Cerrato, ucciso il 19 aprile dopo aver provato a difendere la figlia durante una lite per un parcheggio. Esclusa per tutti l’aggravante della premeditazione: non ci sarebbero gli elementi necessari per constatare che i quattro avrebbero assalito l’ex custode degli Scavi di Pompei con l’intenzione di ucciderlo.

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L’udienza di convalida dell’arresto si è tenuta questa mattina, lunedì 26 aprile, nell’aula bunker del carcere di Poggioreale, dove i fratelli Giorgio e Domenico Scaramella, Antonio Cirillo e Antonio Venditto sono reclusi con l’accusa di omicidio volontario aggravato dai futili motivi. Il giudice ha ritenuto attendibile la testimonianza di Maria Adriana Cerrato, figlia della vittima, che ha assistito a tutta la scena e ha visto il padre morire.
Erano finiti in manette il 23 aprile, in esecuzione di un decreto di fermo emesso dalla Procura di Torre Annunziata ed eseguito dai carabinieri. Stamattina davanti al gip, Giorgio e Domenico Scaramella e Antonio Cirillo, rappresentati dall’avvocato Antonio Iorio, si sono avvalsi della facoltà di non rispondere. Antonio Venditto invece, rappresentato dall’avvocato Mauro Porcelli, ha dichiarato la sua totale innocenza. Per lui il gip non ha convalidato il fermo, ma resterà comunque in carcere.

Maurizio Cerrato, ucciso a Torre Annunziata - Foto di Facebook
Maurizio Cerrato, ucciso a Torre Annunziata – Foto di Facebook

Le posizioni

Giorgio Scaramella è considerato dagli inquirenti il capo della spedizione punitiva. Dopo aver litigato e aggredito Cerrato con un cric, colpendolo al sopracciglio, si sarebbe allontanato per poi tornare con gli altri complici: il fratello Domenico, il cugino Antonio Cirillo e l’amico Antonio Venditto.
Secondo l’accusa, tutti avrebbero partecipato all’aggressione mortale, accerchiando la vittima fino a ucciderla con una coltellata al petto. Ancora non è chiaro chi dei quattro avrebbe causato la morte dell’ex custode degli Scavi di Pompei.
La posizione di Venditto sarebbe diversa. Quest’ultimo avrebbe aiutato la figlia Maria Adriana a far salire suo padre in auto per portarlo al pronto soccorso dell’ospedale di Castellammare di Stabia.

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