Bitonci (Lega) a iNews24: “Aperture solo all’esterno e coprifuoco sono l’ennesima mazzata punitiva sulle imprese”

Il deputato della Lega, Massimo Bitonci, spiega le motivazioni che hanno spinto la Lega ad astenersi nel Cdm sul nuovo decreto sulle riaperture: “Per qualcuno è più comodo tenere chiuso e fare questo tipo di programmazione piuttosto che, assumersi dei rischi calcolati”. Critico anche sul mantenimento delle restrizione orarie per bar e ristoranti: “L’orario andava esteso per poter dilazionare le entrate ed evitare di concentrare le persone nello stesso periodo”

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Massimo Bitonci (da Facebook)

Onorevole, ci aiuti a capire, prima avete lavorato sul decreto insieme alle altre forze politiche in cabina di regia e poi avete cambiato idea astenendovi nel Cdm, perché?

“Rispetto a quello che era stato discusso e promesso, era chiaro che il decreto non rispondeva alle esigenze di quella parte produttiva del Paese che, purtroppo, in questo anno ha subito problemi economici estremamente gravi. I ristori servono fino a un certo punto, perché la misura più importante per rilanciare l’economia è riaprire, soprattutto in quei settori che sono stati colpiti con una diminuzione che va dal 50 fino al 90% del fatturato. Abbiamo semplicemente ritenuto che ad un certo punto fosse necessario prendere una posizione netta su tutto questo”

Il coprifuoco è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso?

“Non solo. Lo ripeto da un anno, anche per quanto riguarda le attività commerciali e i ristoranti , l’aver mantenuto le misure restrittive sugli orari è un errore. L’orario andava esteso per poter dilazionare le entrate ed evitare di concentrare le persone nello stesso periodo. Ma non si tratta solo di questo, anche perché parlando con gli esercenti, gli operatori turistici e i ristoratori, sento che sarebbero anche pronti ad affrontare protocolli più restrittivi sugli accessi e sul numero di posti a sedere. La realtà però è che la chiusura o le limitazioni imposte solo all’interno per i locali, così come la riapertura prevista solo a giugno per alcune attività, fa sì che dal punto di vista economico questa sia un’ulteriore mazzata punitiva sulle imprese

L’astensione della Lega e lo strappo nel governo

covid salvini
Covid, sul tema restrizioni e coprifuoco è intervenuto il leader della Lega Matteo Salvini (Getty Images)

È vero che Giorgetti era in imbarazzo rispetto all’ordine di astensione voluto da Salvini?

“Non penso, anche perché mi capita spesso di parlare con i ministri Garavaglia e Giorgetti e non avevano mai nascosto il fatto che, anche per loro, fosse giunto il momento di riaprire e rispettare i protocolli che erano stati decisi con le varie categorie economiche. È logico che un po’ di tensione si crea sempre nel momento in cui si va in Consiglio dei Ministri e ci si trova in minoranza. Le dico una cosa, proprio perché ho fatto il sindaco per molti anni, che sia un esecutivo o che sia una giunta, se uno si astiene su un provvedimento del genere è perché è contrario”

Nel centrodestra ci sono idee diverse in merito, per esempio il ministro Gelmini ha espresso soddisfazione per “ le aperture intelligenti, graduali e progressive” , aggiungendo che le valutazioni saranno oggetto di un «tagliando» ogni due settimane .

“Quello che non si capisce è perché dobbiamo già da ora mettere dei vincoli sulle tempistiche rispetto alle possibili riaperture. Guardiamo i dati e valutiamo di settimana in settimana, perché si può anche fare un piano di massima, ma se poi la situazione migliora in modo evidente, perché non prendere in considerazione l’ipotesi di riaprire prima?”

Qualcuno potrebbe dire che un cambiamento valutato settimanalmente potrebbe non essere sufficiente a fotografare la reale situazione epidemiologica.

“Secondo me per qualcuno è più comodo tenere chiuso e fare questo tipo di programmazione piuttosto che come ha detto anche Draghi, assumersi dei rischi calcolati, così come è accaduto per le scuole. Ecco, ora  è arrivato il momento di assumerci il rischio anche per le categorie economiche”

Il governo di unità nazionale e il rapporto con Fratelli d’Italia

Caso Gregoretti Salvini
Meloni e Salvini (Getty Images)

L’unica che ha applaudito pubblicamente alla vostra astensione è la leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, che però è all’opposizione…la cosa non vi crea problemi?

“No assolutamente, perché si sa che questo non è un governo politico, ma un governo di unità nazionale…”

E astenendovi non avete intaccato questa unità?

Unità non vuol dire mica che dobbiamo accettare tutto… si discute e si cerca di trovare delle soluzioni di sintesi, ma se la soluzione scelta non è condivisibile, è anche logico che all’interno di questa maggioranza ci sia una voce che voglia evitare di commettere gli errori del passato

Non è che come dicono i cinquestelle, memori dei fatti dell’agosto 2019, vi preparate ad abbandonare la nave?

“Salvini ha ripetuto anche oggi che c’è piena fiducia nell’operato di Draghi e che la Lega non si sottrarrà dal suo ruolo di pungolo nella maggioranza” 

Anche sulla mozione contro il ministro Speranza la linea della Lega potrebbe essere quella dell’astensione?

“Il nostro è un movimento piramidale, le indicazioni in questo senso le darà il segretario, come è giusto che sia”  

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