Cantalamessa (Lega) sulle riaperture: “Malcontento palpabile. Ad approfittarne sarà la criminalità organizzata”

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Il deputato della Lega Gianluca Cantalamessa interviene ai microfoni di iNews24.it sul tema delle riaperture delle attività commerciali dopo più di un anno di pandemia. Da un lato attacca l’ala più “rigida” del governo (“Non possiamo tenere ingessato il Paese per le posizioni ideologiche di qualcuno”) e dall’altro ricorda come, ad approfittare di questa situazione di stallo, siano soprattutto le mafie: “Si è decuplicata l’utenza possibile dell’usura”.

Gianluca Cantalamessa (via Facebook)
Sono giorni di proteste in tutta Italia: negozianti, commercianti, liberi professionisti: le categorie scese in piazza sono tantissime. Che risposte dare a queste persone?
Personalmente, sono favorevole a riaperture in sicurezza laddove i numeri lo consentano. D’altra parte anche il premier Draghi si è esposto in tal senso. Invece, fra alcuni componenti del governo, c’è chi insiste in modo ideologico sulle chiusure senza prendersi alcuna responsabilità. Il dovere della politica è quello di tornare presto al mondo reale, alla vita normale. Bisogna aprire quanto prima le attività perché non è pensabile procrastinare questo stato di cose.
D’altra parte questo è il clima in cui si sono verificati i tafferugli sotto il palazzo di Montecitorio, qualche giorno fa. Teme che episodi del genere possano ripetersi, se le cose dovessero rimanere come oggi?
Ogni forma di violenza va ovviamente condannata e io ne prendo le distanze. Che ci sia un malcontento è però evidente e palpabile. Il rischio è che ad approfittare di tutto questo sia la criminalità organizzata. Dalle grandi imprese che stanno pagando interessi sui prestiti stando ancora ferme, ai piccoli artigiani che non riescono a riaprire, si è decuplicata l’utenza possibile dell’usura. Figure professionali che fino a due anni fa mai avrebbero pensato di ricorrere a un usuraio.
Le mafie sono fra le poche organizzazioni che oggi hanno un grande potere d’acquisto…
Da un lato, la criminalità organizzata si sta ponendo come welfare alternativo; dall’altro, potrebbe fare incetta: acquistando o rilevando società, negozi e attività nel mondo della ristorazione, ad esempio. Aprire quanto prima significa avere un Paese più sicuro e una criminalità meno forte. La stessa che si augura che questo stato di cose si protragga.

Crisi Governo
L’aula di Montecitorio (via Twitter)
Questo scontro fra “aperturisti” come la Lega e l’ala più intransigente sulle chiusure, può portare a una frattura nel governo?
Più che di frattura parlerei di momento di dialettica, che in un governo di unità nazionale come questo può verificarsi. Ripeto: il premier Draghi è stato il primo a dire che, laddove i numeri lo consentano, si deve riaprire. Se c’è qualcuno nel governo che insiste sul tenere chiuse le attività commerciali, spetterà al primo ministro trovare una sintesi. D’altronde in quasi tutto il mondo si comincia a parlare di riaperture. Per tale motivo va data un’accelerata sui vaccini.
In tal senso, c’è una discontinuità col precedente governo? La campagna vaccinale stenta ancora a decollare
La presenza della Lega ha permesso, tra le altre cose, un cambio al vertice nella gestione dell’emergenza. Penso all’arrivo del generale Figliuolo, o al lavoro che sta facendo il ministro Giorgetti per quanto riguarda l’autoproduzione vaccinale nel nostro Paese. Vanno quindi separati aspetti di breve e lungo periodo. Nel breve: vaccinare; poi ripartire in sicurezza.
Tema ristori: molti commercianti lamentano il fatto che sono del tutto insufficienti
Infatti non è pensabile vivere in un Paese dove le imprese chiudono non per cattiva gestione delle stesse, ma per volontà di parte politica. Ci sono tante cose da pagare: canoni, fitti, interessi, prestiti. Per questo dico: capisco la rabbia. Non possiamo rischiare di ingessare il Paese per le posizioni ideologiche di qualcuno. I danni che si stanno verificando, soprattutto riguardo le nuove generazioni, li vedremo purtroppo fra qualche anno. Bisogna perciò agire il prima possibile: il cambio di passo con questo governo c’è stato, ma ora bisogna insistere e accelerare.

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