Birmania, oltre 500 civili uccisi da febbraio: il dato di una Ong

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Birmania, oltre 500 civili uccisi da febbraio: il dato di una Ong che mette in risalto l’orrore che si sta perpetrando nel paese asiatico

Birmania
Birmania, oltre 500 civili uccisi da febbraio: il dato di una Ong (Foto: Getty)

Continuano le manifestazione in tutta la Birmania contro il colpo di stato militare che si è impadronito del potere all’inizio del 2021. Lunghe veglie notturne a lume di candela, abbinate ad atti di disobbedienza civile, come il riempire le strade con l’immondizia, stanno provando a tenere accesa l’attenzione internazionale. Secondo i dati recentemente forniti dall’Associazione per l’assistenza ai prigionieri politici, dal 1 febbraio sono stati oltre 500 i civili morti durante le rappresaglie. 

Dei 14 cittadini uccisi in Myanmar lunedì, l’AAPP ha comunicato che ben 8 si trovavano nel distretto di South Dagon, nella capitale Yangon.

Testimoni hanno raccontato come l’esercito abbia sparato con armi di alto calibro contro la trincea di sacchi di sabbia dietro cui si nascondevano i rivoltosi.

Fino a questo momento, tuttavia, la polizia e un portavoce della giunta militare non hanno confermato il numero dei morti.

Prosegue intanto l’appello da parte delle Nazioni Unite, nella persona del segretario generale Antonio Guterres, per fermare gli omicidi e la repressione delle proteste.

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Birmania, oltre 500 civili uccisi da febbraio: l’escalation di violenza non si arresta

uccisione in Birmania
Birmania, oltre 500 civili uccisi da febbraio: il dato di una Ong (Foto: Getty)

L’ultima protesta messa in atto nella giornata di oggi, i cittadini hanno cosparso le strade con l’immondizia presente nei cassonetti.

Questo sciopero della spazzatura è uno sciopero per opporsi alla giunta”, si legge in un post condiviso sui social media, nella mattinata di martedì.

La mossa arriva in risposta alle comunicazioni ufficiali dei militari in alcuni quartieri di Yangon, che invitano i residenti a smaltire adeguatamente i rifiuti.

Uno dei principali gruppi dietro le proteste, il General Strike Committee of Nationalities, lunedì ha invitato con una lettera aperta le forze delle minoranze etniche a sostenerli nella protesta. I gruppi etnici sono da anni in lotta contro il governo centrale per garantirsi una maggiore autonomia. Ora è arrivato il momento, secondo i rivoltosi di associare le forze contro la giunta.

Nel frattempo a causa di bombardamenti da parte di alcuni jet militari, gli appartenenti alla Karen National Union, una delle minoranze tecniche più antiche, sono sconfinati in Thailandia.

Più di 3.000 persone sono state intercettate al confine e costretti a fare marcia indietro.

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