Bologna, non chiuse il pub violando norme Covid: per i giudici non è reato

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Il titolare di un pub di Bologna non chiuse il pub, violando le norme Covid. Per i giudici non è reato e l’imputato è assolto dall’accusa di epidemia.

Bologna pub reato
L’episodio del pub bolognese non è giudicato reato (via Polizia dello Stato)

Il caso del pub negazionista di Bologna, noto come “Halloween“, è arrivato fino in tribunale. Infatti il titolare del locale fu accusato dalle autorità di epidemia colposa, dopo che decise di non chiudere il pub entro le 18, violando così le norme anti-Covid. Così la faccenda è stata chiusa dal giudice della Procura di Bologna, che ha dichiarato il titolare innocente e non colpevole del reato di epidemia colposa.

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Infatti il Tribunale bolognese, dopo la difesa dell’avvocato Mauro Sandri, ha giudicato innocente il titolare del pub, riconsegnandohli così il locale. Mentre invece sulla base degli ultimi Dpcm, lo stesso giudice ha deciso di mantenere il sequestro del pub. Infatti l’uomo avrebbe violato il divieto di somministrazione di bevande e alimenti dopo le ore 18. Andiamo quindi a vedere la sentenza del giudice del Tribunale bolognese.

Bologna, il titolare del pub non ha commesso il reato: la sentenza del giudice

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La sentenza del Tribunale bolognese (via Twitter)

A condannare il titolare del pub di Bologna, in primo grado per reato di epidemia colposa, ci aveva pensato la Procura del capoluogo emiliano. Infatti con una sentenza il titolare, Mattia Florulli, consentendo l’accesso, nel tempo, di numerosi avventori, poneva colposamente le condizioni di pericolo per la diffusione del Covid. Ad essere esposti al pericolo erano avventori e dipendenti a contatto all’interno del locale.

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Inoltre tutti i presenti all’interno del locale non rispettavano le regole sul distanziamento sociale, mettendo così a rischio la propria salute personale. L’accusa della Procura di Bologna, però, è stata prontamente respinta dal giudice del Tribunale di Bologna. L’assoluzione da parte dei giudici, inoltre, potrebbe costituire un precedente per tutti i casi analoghi. Infatti, negli ultimi mesi, non sono poche le accuse di epidemia colposa in Italia, ai danni di titolari dei locali.

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