Covid, ad un anno dalla morte di Li Wenliang: lanciò l’allarme sul virus

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E’ passato giusto un anno dalla scomparsa di Li Wenliang, il medico cinese che lanciò l’allarme Covid. Oggi milioni di cittadini cinesi gli rendono omaggio.

Covid Li Wenliang
E’ passato un anno dalla morte del medico cinese (via Screenshot)

E’ trascorso esattamente un anno dalla morte di Li Wenliang, il medico cinese che avvertì per primo il pericolo dell’epidemia di Covid-19. Una scomparsa che dopo 365 fa male, con milioni di utenti cinesi che hanno deciso di rendergli omaggio sui propri social network. Al termine del 2019, l’oftalmologo informò le autorità di una malattia simile alla Sars, ma non fu creduto, anzi fu addirittura condannato.

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Infatti la polizia cinese decise di convocarlo insieme ad altri colleghi, accusandoli di diffondere il panico tra le persone. Qualche mese dopo le intimidazioni delle forze dell’ordine,  fu la magistratura a dargli ragione, almeno in gran parte. Infatti la misteriosa malattia non era la Sars, ma appunto questo nuovo tipo di Coronavirus che si stava diffondendo nel paese mietendo diverse vittime.

Una storia quella di Li Wenliang che suscitò la rabbia e lo sdegno di un popolo cauto come quello cinese. Infatti dopo che si diffuse la sua storia, il suo nome divenne un trend topic su Weibò, ossia l’equivalente di Twitter. Ma non solo, infatti in quei giorni si diffusero anche delle aspre critiche nei confronti della polizia cinese, che aveva deciso di condannare Wenliang insieme alla sua equipe di medici.

Covid, ad un anno dalla morte di Li Wenliang: l’avvertimento del medico su WeChat

Covid Li Wenliang
L’avvertimento del medico sui social (Getty Images)

L’avvertimento ufficiale di Li Wenliang arrivò il 30 dicembre 2019, attraverso il social network, WeChat. Infatti sulla piattaforma di messaggistica più popolare in Cina, il medico chiese ai suoi colleghi di fare attenzione. Il messaggio, con il suo nome in sovraimpressione, si è ben presto diffuso tra le varie chat di utenti. Infatti il medico aveva fatto sapere che il suo ospedale aveva isolato sette pazienti dopo la diagnosi di una sindrome simile alla Sars, la polmonite respiratoria acuta grave.

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Quattro giorni dopo, poi, arrivò la sanzione della polizia, che gli fece firmare un documento in cui ammetteva il proprio errore. Successivamente, però, gli avvenimenti diedero raglione al medico, con il Governo cinese che decise di silurare quattro alti funzionari di Wuhan. Ad oggi la pagina personale di Li è diventata un ritrovo per gli utenti pronti a raccontare la loro traumatica esperienza della pandemia.

Inoltre in questi giorni, a Wuhan sta lavorando il team Oms con i ricercatori locali. Peter Ben Embarek, capo della delegazione, ha raccontato come stia precedendo il lavoro della squadra. Infatti il capo della delegazione ha riportato la raccolta di dati utili e nuovi. Embarek infatti con il suo lavoro ha anche categoricamente escluso la teoria per cui il coronavirus sarebbe “uscito” dal laboratorio dell’Istituto di Virologia di Wuhan.

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