Morto Gianni Mastella, fu lo scopritore della fibrosi cistica in Italia

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Morto Gianni Mastella, fu lo scopritore della fibrosi cistica in Italia. Ha condotto per 60 anni l’attività di ricerca sulla grave malattia genetica

Gianni Mastella
Morto Gianni Mastella, fu lo scopritore della fibrosi cistica in Italia (Foto: Facebook)

Se n’è andato lo scorso 3 febbraio il professor Gianni Mastella, numero uno della ricerca sulla fibrosi cistica in Italia. E’ stato per 60 anni il direttore scientifico e co-fondatore della Fondazione Ricerca su quella che viene considerata tra le più gravi malattie genetiche al mondo. Fu il primo nel 1957 a scoprirne il primo caso in Italia e nel corso dei questi anni ha continuamente alimentato lo sviluppo di nuove tecniche di cura. E’ scomparso mercoledì a Verona, al termine di una lunga battaglia con un brutto male.

Dopo la laurea in medicina all’Università di Padova e la specializzazione in pediatria, si era concentrato sullo studio delle malattie polmonari e gastrointestinali.

Nel 1967 aveva inaugurato a Verona il primo Centro di cura per la fibrosi cistica, divenuta attualmente la rinomata Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata.

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Morto Gianni Mastella, fu lo scopritore della fibrosi cistica in Italia: era malato da tempo

Morto Gianni Mastella
Morto Gianni Mastella, fu lo scopritore della fibrosi cistica in Italia (Foto: Facebook)

Più recentemente, nel 1993, grazie al suo supporto, anche in tutto il resto d’Italia si è riusciti ad approvare il modello organizzativo e assistenziale in vigore in Veneto, con la legge 548.

A circa 25 anni dalla sua fondazione, Il centro di ricerca per la fibrosi cistica da lui voluto, attualmente guidato dal cofondatore Matteo Marzotto, è riconosciuta dal MIUR come l’Ente promotore dell’attività di Ricerca sulla malattia genetica e ha ottenuto una fama internazionale. Nel corso degli ultimi due decenni sono stati promossi la bellezza di 417 studi, con 32 milioni di euro investiti in ricerche promosse da 1.000 operatori e circa 10mila volontari. Un’eccellenza scientifica che tutto il mondo ci invidia e che ha perso purtroppo il suo faro guida.

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