Vaccinazioni, il piano dell’Italia per i prossimi due mesi: parla Arcuri

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Vaccinazioni anti-Covid, con gli arrivi in Italia delle fiale di Moderna e AstraZeneca aumenteranno le dosi a disposizione

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Vaccinazioni in Italia (Getty Images)

Ennesimo vertice tra governo e Regioni sul tema vaccinazioni anti-Covid e nuovo punto del commissario straordinario all’emergenza Coronavirus, Domenico Arcuri. La campagna sta procedendo spedita ma nessuno ha certezza sul numero delle fiale che arriveranno in Italia da qui alle prossime settimane.

Arcuri ha cercato di rassicurare tutti. Oltre ai vaccini di Pfizer, che nonostante i ritardi e i tagli stanno continuando ad arrivare, prossimamente ci saranno anche quelli di Moderna, e di AstraZeneca. A regime quindi “dovremmo avere 15 milioni di dosi a fine marzo, ha spiegato il commissario. Usa il condizionale, perché previsioni al momento non se ne possono fare, ma il piano del governo è tracciato.

Entro il 29 gennaio l’Ema (Agenzia europea per il farmaco) approverà anche quello prodotto da AstraZeneca che diventerà subito disponibile. In quel caso arriveranno 3,4 milioni di dosi entro fine marzo anche se non sono le 8 milioni di dosi che erano state assicurate in precedenza. La prima consegna delle dosi è prevista per il 15 febbraio, poi successivamente il 28 febbraio e il 15 marzo.

(Getty Images)

In occasione dell’incontro, Francesco Boccia (ministro degli Affari regionali) ha proposto l’idea che il coordinamento tra Stato e Regioni sia convocato in maniera permanente. Questo almeno fino a quando le aziende non daranno certezze definitive. Una convocazione tutte le volte che ci saranno aggiornamenti sui vaccini e la loro distribuzione perché “serve massima solidarietà e toni istituzionali”.

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Vaccinazioni, a Biella scoppia il caso dei ‘furbetti’: alcune persone si sarebbero imbucate

Intanto comunque la campagna vaccinale in Italia sta andando avanti e oggi abbiamo superato quota 1,3 milioni di vaccinati, con oltre 40mila che hanno ricevuto la seconda dose. Ma ci sono anche casi limite come quello sul quale stanno indagando i carabinieri del Nas a Biella.

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(Getty Images)

Come ha spiegato l’edizione locale de ‘La Stampa’ ci sarebbero diverse persone che hanno avuto accesso al vaccino pur non essendo nelle condizioni di riceverlo. Una vicenda emersa dopo che su alcune chat di WhatsApp circolava il modulo online per prenotare l’appuntamento per il vaccino. Era riservato a personale sanitario, farmacisti e a tutte le categorie ammesse alla prima fase della vaccinazione.

In alcune cooperative non sarebbero stati vaccinati solo i dipendenti del settore sociosanitario, ma anche impiegati e altro personale. E questi soggetti, oltre che alcuni del personale sanitario in qualche occasione sarebbero stati accompagnati da coniugi o altri parenti. Il vaccino sarebbe stato iniettato pure a loro.

Molti in realtà sono stati respinti dagli addetti dell’Asl e comunque adesso la vicenda potrebbe arrivare in Procura. Diego Poggio, commissario dell’Asl locale ha il potere di segnalarlo alle autorità quando queste persone ‘imbucate’ torneranno per il richiamo che in ogni caso non  sarà negato. Come ha spiegato Poggio comunque da una prima verifica si tratta di casi sporadici.

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