Coprifuoco Lombardia, ok del governo: chiusura alle 23

Coprifuoco Lombardia, il governo ha dato l’assenso alla richiesta della Regione: da giovedì 22 ottobre attività chiuse alle 23

Fontana ottobre novembre
Coprifuoco Lombardia, accolta la richiesta del presidente (Getty Images)

La richiesta è clamorosa ma diventerà anche realtà. In Lombardia da giovedì prossimo tutte le attività e gli spostamenti saranno vietati tra le 23 e le 5 del mattino, senza esclusioni. Un coprifuoco in piena regola, richiesto dopo che la ‘Commissione indicatori’  ha previsto come il prossimo ottobre potrebbero esserci  600 ricoverati in terapia intensiva e fino a 4.000 in terapia non intensiva.

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La Lombardia è tornata in testa ai numeri del Coronavirus (Getty Images)

La proposta è stata avanzata all’unanimità dai sindaci di tutti i Comuni capoluogo della Lombardia, e dal presidente dell’Anci, Mauro Guerra. Insieme ai loro anche capigruppo di maggioranza e di opposizione e, in testa, il governatore Attilio Fontana. Un decisione arrivata al termine del vertice di oggi tra la Regione e i sindaci lombardi che ha pordotto anche altre richieste.

Come quella della chiusura, ogni sabato e domenica, della media e grande distribuzione commerciale, tranne che per gli esercizi di generi alimentari e di prima necessità. E in serata è arrivato anche il via libera da parte del ministro della Salute, Roberto Speranza, intervistato dall’Ansa: “Sono d’accordo sull’ipotesi di misure più restrittive in Lombardia. Ho sentito il presidente Fontana e il sindaco Sala, lavoreremo assieme nelle prossime ore”.

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Lombardia, i sindaci chiedono aiuto a Roma per affriontare la situazione: temono un nuovo lockdown

Una decisione che va incontro alle richieste dei sindaci, quelli che hanno la reale cognizione di causa della loro situazione. A nome suo, ma rappresentandol le istanze di tutti, ha parlato Giorgio Gori, sindaco di Bergamo. Intervistato da Rai Radio 1 ha ricordato come in Francia il presidente Macron abbia imòsto la chiusura dalle 21 nell’area di Parigi. “Non credo ci sia bisogno di una misura così drastica, però sono scelte che non si possono escludere nel momento in cui vogliamo tutti evitare un lockdown generalizzato”.

La richiesta dei sindaci lombardi al governo è però anche quella di far arrivare ai comuni i fondi necessari per affrontare questa nuova emergenza. Il timore è quello di non avere abbastanza personale, sia a disposizione delle amministrazioni locali che degli ospedali sel’eèpidemia dovesse di nuovo raggiungere picchi come in marzo e aprile.