Covid, il vaccino della Cina da virus inattivato: “Sicuro e induce anticorpi”

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L’emergenza da Covid-19 potrebbe terminare con il vaccino della Cina. Infatti stando ad alcuni studi, il famaco è sicuro e induce anticorpi.

Covid Vaccino Cina
Risultati positivi dati dal farmaco cinese (Foto: Getty)

Continua in Europa e nel mondo l’emergenza sanitaria da Covid-19, con l’Europa che attende a pubblicare un vaccino in grado di fermare la pandemia. Il virus è iniziato a circolare dalla fine del 2019 in Cina, con il primo focolaio mondiale a Wuhan. Stando ai numeri di contagi giornalieri, però, il paese cinese ha ampiamente superato il periodo di crisi, grazie ad un candidato vaccino che sembrerebbe sicuro e in grado di indurre una risposta immunitaria in volontari sani.

Il vaccino anti Sars-CoV-2 in questione prende il nome di “BBIBP-CorV” ed è basato sul virus inattivato. La notizia emerge dalla rivista specializzata “The Lancet Infectious Diseases“. Il trial del farmaco è stato condotto in cina dal 29 aprile al 30 Luglio, con il candidato vaccino somministrato ad oltre 600 volontari sani. In seguito all’assunzione del vaccino, i volonari hanno sviluppato gli anticorpi entro il 42esimo dopo la vaccinazione. Inoltre la stragrande maggioranza dei volontari aveva un’età superiore ai 60 anni, ma il farmaco è risultato comunque sicuro e tollerante in diversi dose testate.

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Covid, il candidato vaccino della Cina è un successo: i dati del trial

Covid Vaccino Cina
Gli studi condotti sul farmaco cinese (Foto: Getty)

Secondo gli esperti ricercatori, l’unico effetto indesiderato del farmaco sarebbe del dolore nel sito di iniezione. L’obiettivo dei test era quello di valutare la risposta immunitaria e la sicurezza del vaccino e non la prevenzione dell’infezione del Sars-CoV-2. Il lavoro ha coinvolto pazienti dell’età compresa tra i 18 e gli 80 anni. I pazienti con età superiori ai 60 anni hanno avuto una risposta più lenta dopo la somministrazione del farmaco, con livelli di anticorpi inferiori.

In merito uno degli autori dello studio, ha evidenziato: “L’obiettivo principale è proteggere gli anziani” – ha poi continuato – “A volte i vaccini sono meno efficaci in questo gruppo perché il sistema immunitario si indebolisce con l’età. Per questo è incoraggiante vedere delle risposte immunitarie in pazienti con età superiore ai 60 anni“.

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L.P.

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