Nba, sciopero finito: i playoff andranno avanti

Nba, sciopero finito: dopo la clamorosa protesta di ieri sera, la riunione dei giocatori ha portato ad una decisione definitiva. Da domani tutti in campo

Nba, sciopero finito e da domani playoff di nuovo in campo (Getty Images)

La Nba ha fatto sentire la sua voce, i giocatori pure ma adesso è di nuovo tempo di sport. Dopo una giornata frenetica e una serie di incontri, quello decisivo è arrivato con la riunione dei giocatori che hanno preso una decisione definitiva. Nessun passo indietro sulle ragioni della protesta ma il campionato andrà avanti e sarà finito regolarmnete.

Le tre partite previste per oggi (Toronto-Boston, Denver-Utah  e Dallas-LA Clippers) sarranno rimandate, come è stato per le tre di ieri. In attesa di una decisione sulle date dei recupero però secondo ‘The Athletic’, venerdì 28 agosto sarà la data del rientro in campo senza più nessuno stop. I giocatori però hanno tempo per decidere come inviare nuovi messaggi  forti di giustizia sociale. Per questo già oggi alle 22 italiane ci sarà un nuiovo incontro con 2 rappresentati per società.

NBA stop al campionato
USA, NBA sospende il campionato per Coronavirus (Foto: Getty)

Decisivo, come ha riferito Chris Haynes di Yahoo, il cambio di posizione di quelli, come LeBron James, che erano per la protesta ad oltranza. Tutti hanno concordato che in questo momento è importante portare a ternine la stagione (anche perché ballantro interessi economici notevoli) e quindi il campionato riparte.

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Fondamentale il ruolo di Chris Paul e Andre Iguodala, numero 1 e 2 dell’associazione giocatori. Sino stati loro oggi a presiedere l’incontro con tutti i colleghi usando argomenti forti ma decisivi. I sacrifici che tutti i giocatori avevano fatto per riparrtire stando nella bolla di Orlando. Le sei settimane lontano dalle famiglie, la loro voglia di tornare a giocare.

Parole che arrivano dopo la marcia di solidarietà inscenata spontaneamente da tutti gli arbitri Nba questa mattina. A seguire, un comunicato: “Grazie a tutti quelli che ci hanno supportato mentre abbiamo marciato per protesta contro l’insensato ferimento di Jacob Blake e il razzismo sistematico che continua ad esistere, mentre giovani uomini e donne di colore continuano a morire senza motivo. Non rimarremo in silenzio”.