Coronavirus, Galli: “Vaccino non prima della fine del 2021”

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Coronavirus, Galli: “Vaccino non prima della fine del 2021”. Il direttore del reparto di Malattie Infettive dell’ospedale Sacco di Milano va in controtendenza rispetto a quanto annunciato da Trump

Massimo Galli
Coronavirus, Galli: “Vaccino non prima della fine del 2021” (Foto: Facebook)

Il tema di massima attualità in questo momento è il vaccino per il Covid-19. Dopo aver compreso ormai in tutto il mondo che è quasi impossibile arrivare a contagi zero senza compromettere il quadro economico nazionale, l’unica salvezza è rappresentata dalla cura preventiva. Donare l’immunità a livello internazionale potrà finalmente consentire di tornare ad una normalità che sembra un lontano ricordo.

Per quanto riguarda le scadenze sull’arrivo del vaccino esistono però diverse scuole di pensiero. In molti, tra cui il presidente Trump, sostengono che entro la fine del 2020 si riuscirà a metterlo in commercio a livello internazionale. Anche la ricerca russa e cinese proseguono spedite, così come quella dell’Università di Oxford, affiliata dall’azienda Irbm di Pomezia. Tutti contano di coprire il fabbisogno collettivo al massimo per l’inizio del 2021. A dir la verità non proprio tutti. Massimo Galli, continua ad avere  un’idea differente.

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Coronavirus, Massimo Galli: “Il vaccino non arriverà prima della fine del 2021”

Galli vaccino
Coronavirus, Galli: “Il vaccino non arriverà prima della fine del 2021” (Foto: Facebook)

Il direttore del reparto di Malattie Infettive dell’ospedale Sacco di Milano, Massimo Galli, ha commentato ad Agorà (su Rai 3) le parole di Trump sul possibile arrivo del vaccino entro il 2020.

Ho messo da parte una bottiglia di champagne da stappare per l’arrivo del vaccino anti-Covid. Temo però che non potremo festeggiare prima della fine del 2021“.

Al momento quasi nessun vaccino ha superato la Fase 1 della sperimentazione. Anche quando il processo di sviluppo sarà completato, bisognerà produrlo e diffonderlo a livello globale. Questa cosa mi preoccupa abbastanza per le tempistiche“.

Poi un’ultima battuta sulla politica: “E’ sbagliato usare il vaccino come possibile slogan da propaganda. L’unica cosa certa è che per la riapertura delle scuole in autunno non lo avremo ancora a disposizione. La mia attenzione è più che altro rivolta alla campagna vaccinale contro la semplice influenza, che va promossa con forza prima dell’inverno“.

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