Beirut, fonti di intelligence rivelano: si tratta di un attentato

Beirut, fonti di intelligence rivelano: si tratta di un attentato. Un commando avrebbe agito con dei complici al porto, innescando dei detonatori al fosforo bianco

Beirut attentato
Beirut, fonti di intelligence rivelano: si tratta di un attentato (Foto: Getty)

La devastante esplosione che ha sconvolto la città di Beirut potrebbe avere una matrice terroristica. Secondo fonti di intelligence americana non si sarebbe trattato di un semplice carico di fuochi d’artificio ad innescare lo scoppio del deposito di nitrato di ammonio, ma un commando ben organizzato. Una fazione sciita libanese avrebbe ideato l’attacco al porto di Beirut con l’intento di creare la strage per fini politici.

Il gruppo di attentatori non avrebbero agito da soli ma sarebbero stati aiutati da alcuni operatori del porto, tra l’altro poi arrestati dal governo libanese nelle ore successive allo scoppio.

Le stesse fonti rivelano che per innescare il fuoco avrebbero utilizzato ben 25 detonatori al fosforo bianco, un’alta tecnologia di guerra.

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Beirut, fonti di intelligence rivelano: si tratta di un attentato da parte di un commando libanese

Strage Beirut
Beirut, fonti di intelligence rivelano: si tratta di un attentato (Foto: Getty)

Al momento attuale le forze dell’ordine locali non sono ancora riuscite a rintracciare i responsabili dell’esplosione, dileguatisi subito dopo la catastrofe. A quanto pare il commando, scappato al confine tra Libano e Israele, non era a conoscenza del quantitativo di nitrato di ammonio presente nel deposito del porto. Inoltre pare fossero all’oscuro anche della presenza di un arsenale piuttosto cospicuo all’interno dello stesso hangar. Lo scoppio avrebbe avuto una portata ben superiore rispetto a quanto preventivato, facendo scappare la situazione di mano persino ai presunti responsabili.

Lo scopo politico alle spalle è da ricercare nel tentativo di alzare la tensione con Israele, a poche ore dalla sentenza dell’Onu sui quattro membri di Hezbollah coinvolti nell’omicidio dell’ex premier Rafiq Hariri.

Intanto il bilancio aggiornato parla di almeno 137 i morti e 5mila feriti, secondo quanto riferito dal ministero libanese della Sanità. Ben 300mila persone sono rimaste senza casa, mentre altrettante stanno cercando di abbandonare la città.

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