Micronesia, naufraghi salvati grazie ad un “SOS” sulla sabbia

Micronesia, naufraghi salvati grazie ad un “SOS” sulla sabbia. I tre malcapitati sono riusciti ad essere raggiunti su un’isola deserta dall’aviazione Usa

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Micronesia, naufraghi salvati grazie ad un “SOS” sulla sabbia (Foto: Facebook)

Una scena che riporta alla mente Tom Hanks e il suo famigerato film “Castaway“. Tre naufraghi si sono ritrovati su un’isola deserta del Pacifico per tre giorni e sono stati salvati dall’aviazione americana e australiana in Micronesia.

Dopo essere partiti con la loro barca il 30 luglio 2020, per raggiungere l’atollo di Pulap, i tre escursionisti hanno perso la rotta, arrivando ad esaurire il carburante e riparando sull’isola di Pikelot. Una strategia di emergenza che li ha lasciati isolati per 72 ore, senza nessuna possibilità di comunicare con il resto del mondo. Una cosa poco incline ai tecnologici tempi moderni, simile ad un film di avventura.

I tre erano partiti da Pulawat in Micronesia e avevano in programma di percorrere appena 40 chilometri.

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Micronesia, naufraghi salvati grazie ad un “SOS” sulla sabbia

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Micronesia, naufraghi salvati grazie ad un “SOS” sulla sabbia (Foto: Getty)

Dopo essersi riparati su un’isola disabitata per 3 giorni, dormendo sotto le palme e cercando da mangiare sugli alberi (si proprio da film) i naufraghi sono stati avvistati da un aereo dell’aviazione americana che compiva un volo perlustrativo nella zona. Avevano realizzato un enorme SOS sulla spiaggia, visibile anche ad occhio nudo dal cielo. Proprio grazie a questo sforzo, i militari sono riusciti ad individuarli, inviando alla marina militare australiana la richiesta di aiuto. Di qui l’invio di elicotteri di soccorso che hanno prelevato i tre malcapitati nella giornata del 2 agosto.

I naufraghi erano finiti ben 190 chilometri a est della loro destinazione originaria. Una perdita di rotta che poteva costargli la vita, ma che una scena da film è riuscita ad evitarlo.

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