Ponte Morandi, domani l’inaugurazione. Assenti i parenti delle vittime: “Non ci appartiene”

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Lunedì l’inaugurazione del Ponte San Giorgio di Genova, ma scoppia la polemica dei parenti delle vittime del crollo per la concessione ad Autostrade: “Questo viadotto non ci appartiene”.

Crollo del Ponte Morandi a Genova

Genova inaugura il nuovo viadotto sul Polcevera quasi due anni dopo il crollo del Ponte Morandi. La cerimonia alla presenza delle massime autorità dello Stato comincerà lunedì 3 agosto alle 18.30. Quarantatre persone morirono nel cedimento strutturale del cavalcavia il 14 agosto 2018.

Ponte San Giorgio è il nome scelto per il nuovo viadotto. La struttura sarà aperta al traffico già mercoledì 5 agosto. Il collaudo statico effettuato dall’Anas ha dato esito positivo. Il sindaco di Genova e commissario alla ricostruzione, Marco Bucci, aveva incaricato l’azienda pubblica di effettuare tutte le verifiche.

Un’inaugurazione che il premier Giuseppe Conte saluta su Facebook con queste parole: “da una ferita che resta difficile da rimarginare il simbolo di una nuova Italia che si rialza”. Anche il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, prenderà parte alla cerimonia.

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Polemiche sul nuovo Ponte di Genova

Le polemiche non si fermano. Alla cerimonia non saranno infatti presenti i parenti delle vittime del Ponte Morandi, i cui nomi saranno letti durante l’inaugurazione.  La presidente del Comitato, Egle Possetti, intervistata da Radio Capital dichiara: “Questo ponte non ci appartiene”.

Il riferimento è alla mancata revoca delle concessioni ad Autostrade per l’Italia della famiglia Benetton.

“Sicuramente sarebbe stato meglio che la revisione della concessione fosse stata fatta prima del varo del nuovo Ponte” -ha aggiunto la presidente Possetti- “Niente polemiche, ma speriamo che presto tutto possa essere gestito in modo diverso, chi aveva in gestione il Ponte al momento della tragedia non deve più avere la fiducia degli Italiani”.

Il nuovo Ponte Morandi è lungo 1,1 chilometro e la sua altezza misura 44 metri. L’archistar Renzo Piano ha concepito il progetto iniziale. La cordata Webuild-Fincantieri ha materialmente costruito il viadotto in tempi record.

Per la realizzazione del nuovo ponte sono stati utilizzati 17 mila tonnellate di acciaio e 67 mila metri cubi di calcestruzzo. Un lavoro lungo due anni che ha impegnato oltre mille tra operai e ingegneri. La ricostruzione non si è fermata nemmeno un giorno nonostante il lockdown per l’emergenza Coronavirus.

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