Coronavirus, l’esperto: “Immunità da guarigione, ecco cosa abbiamo scoperto” 

Coronavirus, esiste l’immunità da guarigione? A rispondere al quesito è Enrico Bucci, docente alla Temple University di Philadelphia. Ecco cosa emerge dagli esami e da un gruppo di pazienti finora seguiti. 

Coronavirus mondo
Sono 12 i milioni di casi nel mondo (Foto: Getty)

Coronavirus, c’è ancora una grande domanda a cui non vi è ancora risposta definitiva. Ovvero: una volta contratto e superato il virus, poi si è totalmente immuni? Alcuni casi lo avrebbero certificato, ma tanti altri, di cui uno oggi a Pozzuoli, hanno smentito tale situazione rendendo il quadro ancor più allarmante.

A provare a dare una risposta al quesito, tra i tanti esperti impegnati, c’è anche il professore Enrico Bucci. Docente alla Temple University di Philadelphia, l’esperto ha provato a far chiarezza in un’intervista a La Repubblica.

Coronavirus, cosa dicono i dati sull’immunità maturata

Quando gli si chiede cosa sappiamo al momento a proposito della risposta del sistema immunitario al Covid-19, la risposta è la seguente: “Il nostro corpo reagisce agli agenti patogeni sviluppando cellule che producono anticorpi specifici a ritmo prodigioso, così che il nostro sangue diventa in grado di neutralizzarli”.

Segue tuttavia un secondo step: “In seguito, fra queste cellule alcune si trasformano in cellule della memoria immune di tipo B, così che, se incontreremo di nuovo il patogeno, avremo già pronto un piccolo battaglione specializzato, capace di riconoscere quel determinato patogeno e scatenare da subito una risposta specifica”. 

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Ma ci sarebbero anche delle notizie non troppo confortanti. Ovvero una sorta di scadenza per quanto riguarda questa ‘resistenza’: “Ci sono dati meno solidi riguardo a quanto duri questa risposta anticorpale, perché gli studi su periodi di tempo sufficiente sono appena cominciati. In un gruppo di 65 pazienti, seguiti per 94 giorni a partire dal primo sintomo, si è osservato che in tutti i casi la quantità di anticorpi neutralizzanti raggiungeva un picco, e poi cominciava a declinare”. 

Dunque dopo una prima risposta vigorosa, inizierebbe poi la discesa progressiva: “Complessivamente, sembra emergere un quadro simile a quello di altri coronavirus, come quelli del raffreddore: una iniziale, vigorosa risposta anticorpale, con il declino della quantità di anticorpi nei mesi successivi all’esposizione”. Dunque ci si può ammalare di nuovo? Come detto in apertura, non c’è ancora una risposta certa…