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Nelle Isole Barbados, la premier lancia un’iniziativa dedicata a chi lavora in smart working. L’obiettivo è quello di far riprendere il settore del turismo, travolto dalla crisi scatenata dal coronavirus. 

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Trasferitevi nella nostra isola. Questo sostanzialmente, l’invito che la prima ministra delle Barbados Mia Amor Mottley ha lanciato agli smart workers di tutto il mondo. A causa dell’epidemia di coronavirus, l’economia del suo paese è entrata infatti in forte difficoltà.

In particolar modo è crollato il settore del turismo, che rappresenta il maggior indotto economico del paese. Soltanto l’industria turistica, copre infatti da sola il 40 per cento del prodotto Interno Lordo delle Isole Barbados. La proposta dunque, mira a far riprendere un comparto così strategico e vitale per il paese attraverso una serie di agevolazioni concesse a chi decidesse di approfittare di questo “invito”.

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Barbados: l’isola riapre i confini e invita chiunque lavori in smart working a trasferirsi

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Nella giornata di oggi l’isola delle Barbados riapre i suoi confini e invita chi ne ha la possibilità a trasferirsi nel paese, potendo contare su un permesso speciale della durata di un anno. 

Basta semplicemente dimostrare di avere una professione che viene svolta da remoto, e le istituzioni concederanno un timbro di benvenuto che garantisce la residenza nell’isola per almeno 12 mesi. Un periodo di tempo molto più lungo di quello che viene solitamente concessi ai turisti di Barbados. 

Sembra che la proposta stia già attirando molte persone provenienti da ogni parte del mondo. Ed effettivamente, l’idea di lavorare con il proprio computer sulle bellissime spiagge caraibiche è molto più che allettante.

Inoltre, al termine dell’anno di permanenza concesso dal governo di Barbados, gli smart workers avranno anche la facoltà di decidere se prolungare la loro permanenza.

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