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Ieri, 5 giugno, era la giornata contro l’uso inconsapevole delle arme e i Pearl Jam l’hanno sfruttata per rilanciare il fortissimo messaggio della loro “Jeremy” contro il bullismo e la violenza nelle scuole e nei cortili.

Pearl Jam
Un intenso primo piano di Trevor Wilson, il giovanissimo attore protagonista del video “Jeremy”

È uno dei video più duri ed evocativi della storia del rock ma non l’ha visto quasi nessuno. Perché negli anni ‘90, quando realizzare i videoclip musicali era un must che poteva decretare il successo di una canzone mediocre, quel video fu censurato e non venne mandato in onda nemmeno. È “Jeremy”, dei Pearl Jam, uno dei brani più famosi della band, il primo vero successo del gruppo anche in Italia.

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Bullismo, il tragico messaggio di “Jeremy”

La canzone parla di un ragazzo vittima di violenze e atti di bullismo a scuola. I riferimenti nel testo sono molto chiari. Il brano viene cantato in prima persona, come se l’autore fosse stato il testimone di quanto è accaduto. “Mi ricordo benissimo quel ragazzino preso in giro, un innocente piccolo sfigato che a causa nostra si è scoperto leone, Jeremy finalmente ha parlato in classe oggi”.

Il brano è cupo, lancinante, costruito su un tappeto di chitarre evocative e sinistre. La voce di Eddie Vedder passa da un tono narrativo a un timbro sempre più accusatorio che diventa quasi un salmo… con la frase “Jeremy has spoken…” che va in loop fino alla fine della canzone quando l’assolo della chitarra si fonde con l’inciso della voce. Il finale del video è tragico ma lo si capisce chiaramente solo nella pubblicazione censurata che da ieri è stata messa in rotazione anche dalle reti, MTV e VH1 in particolare che l’avevano censurata. Jeremy alla fine della canzone accusa i compagni del male che gli hanno fatto e si fa saltare la testa con un colpo di pistola.

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Pearl Jam
Eddie Vedder con i Pearl Jam in occasione della loro induzione nella Rock & Roll Hall Of Fame (Getty Images)

Un video discusso e difficile

Il video era stato girato da Mark Pellington nel 1992 ma venne distribuito in due versioni: la prima senza tagli non passò il varco della severissima censura delle reti americane che decisero di bloccarlo. D’altronde era accaduto a molti altri video, troppo espliciti, o violenti. Nel 1993 tuttavia “Jeremy” vinse, quando ancora contava qualcosa l’MTV Video Music Awards. Il ragazzo che aveva interpretato lla parte di “Jeremy” era Trevor Wilson, un attore canadese – oggi 40enne – oggi irriconoscibile e famoso soprattutto per il suo successo come comico e monologhista.

“Avevamo realizzato ‘Jeremy’ quando il bullismo non era ancora un argomento facile da trattare ma cominciavano a mettersi in evidenza episodi molto gravi di violenza nelle scuole – spiega oggi Eddie Vedder – i controlli con il metal detector, gli appelli a non portare armi e coltelli in classe, i programmi contro il bullismo sono arrivati molti anni dopo. Sapevamo che la censura televisiva non ci avrebbe lasciato passare quel messaggio ma eravamo ben consapevoli di quello che quel video doveva significare. Oggi, a distanza di quasi trent’anni, le cose sono molto peggiorate. Columbine non è stata solo un episodio isolato. Gli statunitensi continuano nella loro insensata corsa alle armi per la difesa personale e noi abbiamo pensato che quel messaggio andasse in qualche modo riproposto”.

I Pearl Jam oltre alla pubblicazione della versione non censurata di “Jeremy” hanno anche ristampato la loro famoso maglietta “Choices” (in vendita on-line qui) che negli anni ’90 diceva… ‘Nove bambini su dieci preferiscono i pastelli alle pistole’. La nuova versione dice ‘Dieci bambini su dieci preferiscono i pastelli alle pistole’. I proventi andranno in beneficenza alla Vitalogy Foundation.