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Fase 2, spostamenti tra Regioni a rischio: la data del 3 giugno può slittare qualora i numeri non dovessero essere confortanti. A confermarlo il ministro degli Affari regionali Boccia

spostamenti tra Regioni
Fase 2, spostamenti tra Regioni a rischio: il 3 giugno può slittare (Foto: Getty)

La Fase 2 è entrata nel vivo dal 18 maggio con la ripresa della stragrande maggioranza delle attività lavorative. Un punto manca però ancora all’appello, ovvero la possibilità di spostarsi liberamente all’interno del territorio nazionale. Lasciare oggi la propria Regione può essere possibile solo attraverso certificazione e comprovato motivo lavorativo o sanitario. Nell’ultimo decreto realizzato dal Governo Conte è stata posta una data di riferimento anche per liberalizzare i movimenti interregionali. Il limite è stato fissato nel 3 giugno, ultimo step della ripartenza verso la normalità. Ora però alcune dichiarazioni potrebbero far pensare ad un piccolo passo indietro.

Il ministro per gli Affari regionali, Francesco Boccia, durante l’audizione alla Commissione Federalismo alla Camera ha dichiarato: “La riapertura degli spostamenti interregionali dal 3 giugno è stata fissata dal Governo, ma deve rispettare delle condizioni”.

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Fase 2, spostamenti tra Regioni a rischio: il 3 giugno può slittare

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Fase 2, spostamenti tra Regioni a rischio: il 3 giugno può slittare (Foto: Getty)

Il ministro Boccia indica delle condizioni ben precise per la riapertura definitiva delle Regioni: “Se i numeri non peggioreranno in questo periodo potremo dare il via libera dal 3 giugno. Il Governo ha dato possibilità di scelta ai vari enti locali, mantenendo però sempre delle condizioni ben precise“.

Il ministro sottolinea come si possa “riaprire a condizione che“, ovvero mantenendo la curva epidemiologica sotto controllo e senza un aumento significativo dei contagi. In più bisogna considerare la differenza tra le varie Regioni.

“È inevitabile che ci siano Regioni che decidono d riaprire alcune attività qualche giorno dopo – sottolinea Boccia – In una vicenda come questa non vince la fretta ma la valutazione saggia dei numeri e nessuno deve avere fretta”.

Se una zona in particolare dovesse presentare un “alto rischio” verrebbe esclusa dalla riapertura del 3 giugno. I dati del monitoraggio al termine del lockdown non indicano per ora Regioni in condizioni critiche ma solo a “rischio moderato“, come Lombardia, Umbria e Molise. Se tutto procederà nel migliore dei modi una decisione definitiva per la riapertura dei confini verrà presa il 29 maggio. 

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