Coronavirus fase-2, sei regole d’oro dell’OMS per uscire dalla crisi

Coronavirus fase-2, arrivano le sei regole d’oro dell’OMS per uscire dalla crisi e passare ad una vita più normale

Coronavirus OMS regole
Coronavirus, l’OMS detta le regole per uscirne (Getty)

Emergenza Coronavirus fase-2, è questa la parola magica alla quale puntano tutti gli Stati colpiti dalla pandemia. Facile a dirsi, molto meno da realizzare come dimostra anche la Cina. Con la riapertura di Wuhan sembrava finalmente usscita dalla fase critica, ma nessuno in realtà può chiamarsi fiori.

E allora quando sarà possibiile allentare la presa e tornare ad una vita quotidiana almeno simile a quelle che avevamo fino a due mesi fa? Difficile dirlo, anche perché la fase-2 come è stato spiegato più volte dagli esperti è solo un passaggio intermedio. Un vero cambio nelle abitudini arriverà soltanto con la fase-3, quella della riapertura totale, del rientro di tuitti alle normali attività, della programmazione.

Intanto però l’Organizzazione Mondiale della Sanità, pur essendo la prima a descrivere questa pandemia come la più grave mai affrontata, dà fiducia. Ha indicato nelle ultime ore la strada obbligatoria che hanno i Paesi per pensare di poter revocare tutte le misure restrittive. E il princiio di base deve essere uno solo: la protezione della salute pubblica arriva prima di tuttoe quello che è stato affrontato fino ad oggi deve servire come monito.

POTREBBE INTERESSARTI ANCHE >>> Coronavirus, l’Oms: sempre più giovani si ammalano o muoiono per il virus

Coronavirus, per passare alla fase-2 l’Italia deve rispettare sei regole

Coronavirus test Italia
Coronavirus, in attsa dei vaccini serfvono altre regole (Getty Images)

Sono sei le regole base indicate dall’OMS per terminare la fase critica di contenimento e pensare con un minimo di ottimiosmo al fuuro. Il primo principio è che la diffusione del virus deve essere controllata. E in questo l’Italia sembra essere a buon punto perché finalmente i numeri iniziano a dare risultati importanti in attesa della fine del lockdown.

La regola numero 2 è legata alle capacità del sistema sanitario che deve essere pronto per “rilevare, testare, isolare e trattare ogni caso e rintracciare ogni contatto”. Il numero dei tamponi effettuati siono ad oggi non è ancora sufficiente. E anche l’isolamento non ha ancora funzionato a dovere, perchè non sempre in famiglia un positivo riesce perfettamente a stare staccato dagli altri. Quindi alcune regioni stanno organizzando siti con ‘Covid residence’appositamente dedicati.

Regola 3: i rischi di epidemia devono essere ridotti al minimo in siti particolatri come sono le case di cura e le strutture sanitarie. Non ci siamo, perché soprattutto le Rsa hanno dimostrato di essere uhn focolaio spesso incontrollabile. Il quarto punto invece mette al centro le misure preventive nei luoghi di lavoro e nelle scuole. Vale anche per gli altri posti nei qiali è essenziale che i cittadini vadano (come ad esempio i negozi di alimentari). Moltio passi in avanti in questo senso sono satti fatti.

Infine le ultime due regole. I rischi di importazione di contagio devono essere gestiti e quindi la quarantena di almeno 14 giorni non può essere ancora cancellata. Vale anche per chi arriova o torna in Italia dall’estero. Infine tutte le comunità “devono essere pienamente istruite, impegnate e autorizzate ad adeguarsi alla ‘nuova norma’. Come a dire che tutti devono copnoscere bene le regole e applicarle.