Ansia da Coronavirus, a Ravenna un 46enne vittima di suicidio

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Ansia da Coronavirus, a Ravenna un 46enne probabile vittima di suicidio: era scomparso da sabato scorso, oggi rinvenuto il suo cadavere

Coronavirus Ravenna suicidio
Coronavirus Ravenna, trovato morto il 46enne (Websource)

Ansia da Coronavirus, sono finite nela maniera più tragica a Ravenna le ricerche di un 46enne scomparso dalla sua casa da due giorni. L’uomo abitava a Ponte Nuovo e oggi il suo cadavere è stato ritrovato lungo l’argine dei Fiumi Uniti. Il corpo era ai bordi del fiume e in base ai primi rilievi dovrebbe trattarsi di un caso di suicidio.

In effetti fin dai primi momenti, il timiore dei suoi familiari era proprio quello. Secondo loro, l’uomo aveva manifestato un forte stato di angoscia e di malessere per dovesr essere costretto a stare chiuso in casa. Ma il rispetto delle regole imposte dai decreti per arginare il Covid-19 glie lo imponeva, anche se per lui era diventata una situazione insoportabile.

Sabato scorso è uscito di casa, facendo perdere le sue tracce. Non trovandolo, i familiari avevano subito allertato le Forze dell’Ordine ed erano scattate le ricerche da parte dei Vigili del Fuoco di Ravenna. L’area lungo i Fiumi Uniti era stata perlustrata sia via terra, con le unità cinofile, ma anche con una squadra dei sommozzatori dei Vigili del Fuoco. Utilizzati anche un natante e vun elicottero del 115.

Oggi il dranmatico epilogo. Il corpo è stato ritrovato ai margini del fiume e non ci sono elementi per far pemsare ad una causa diversa dal suicidio. Ma almeno per il momento ogni ipotesi rimane valida in attesa degli eventuali risultati dell’autopsia.

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Coronavirus, sale il numeri di suicidi legati in qualche modo al contagio

Quello di Ravenna è solo l’ultimo episodio in una catena che giorno dopo giopnmo assume connotati tragici. Perché i siucidi legati alo Coronavirus si stanno moltiplicando. Come quelli delle due infermiere, una 49enne in servizio a Jesolo e una 34enne che lavorava a Monza. Entrambe temevano di aver involontariamente diffuso il contagio e hanno scelto la via più dolorosa.

Colpa indiretta del Covid-19 anche il suicidio di un 25enne di origini senegalesi a Milano. A causa del contagio il suiol datotre di lavoro in un negozi di alimentari era stato costretto a metterlo in cassa integrazion. Ma il rischio di perdere il lavoro l’aveva terririzzato e così si è lanciato dalla finestra del bagnio di casa sua ai Navigli.

In provincia di Torino invece un 29enne si è tolto la vita dopche la ditta per cui lavorara aveva risolto il suo contratto a tempo determinato. Soffriva di depresdsione, quel lavoro era stata un’iniezione di fiducia. Ma il timore dui dovwersi rimettere in gioco è stato fatale anche per lui. Casi che andranno solo ad arricchire le statistiche, ma dimostano che il Covid-19 non uccide soltanto con il contagio. E prestare attenzione anche alla parte psicologica della cuira è quanto mai fondamentale.

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