Stati Uniti: “La Cina ha nascosto il reale numero dei contagi da Coronavirus”

Grave accusa dagli Stati Uniti alla Cina, hanno davvero nascosto il numero reale dei contagi da Coronavirus?

Coronavirus Cina
Coronavirus (Getty Images)

L’epidemia è iniziata nella provincia cinese di Hubei alla fine del 2019, ma il paese ha riportato pubblicamente solo circa 82.000 casi e 3.300 morti, secondo i dati compilati dalla Johns Hopkins University. Ciò è paragonabile a oltre 189.000 casi e oltre 4.000 decessi negli Stati Uniti, che ha il più grande focolaio pubblicamente segnalato al mondo.

Il personale addetto alle comunicazioni alla Casa Bianca e all’ambasciata cinese a Washington non ha immediatamente risposto alle richieste di commento. “La realtà è che avremmo potuto stare meglio se la Cina fosse stata più disponibile”, ha detto il vicepresidente Mike Pence mercoledì alla CNN“Ciò che appare evidente ora è che molto prima che il mondo imparasse che la Cina stava affrontando questo, l’epidemia era già esistente”.

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Coronavirus negli Stati Uniti, si valuta la localizzazione con Google e Fb

Coronavirus Stati Uniti, Google
Coronavirus Stati Uniti, Google (Foto: Getty)

Come riportato dal Washington Post, il governo degli Stati Uniti starebbe lavorando insieme a Google e Facebook, oltre ad altre compagnie tecnologiche, per la geolocalizzazione dei dispositivi dei cittadini americani. Questa vuole essere una mossa per contrastare il coronavirus. Infatti, con l’utilizzo della localizzazione, si potrebbe mappare la diffusione del contagio e capire se le persone stanno rispettando le norme. Quello che per Trump (Facebook, ndr), fino ad ora, era un rivale, ora può rivelarsi un importante alleato.

Johnny Luu, portavoce di Google, afferma: “Stiamo valutando i modi in cui le informazioni aggregate e anonime sulla posizione potrebbero aiutare nella lotta contro il Covid-19”. Poi spiega che “un esempio potrebbe essere quello di aiutare le autorità sanitarie a determinare l’impatto del distanziamento sociale, in maniera simile al modo in cui mostriamo i tempi di attesa dei ristoranti popolari e i modelli di traffico in Google Maps”. Inoltre, ci ha tenuto a specificare che la privacy delle persone sarebbe al sicuro non venendo condivisi i dati.