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In Cina il Coronavirus sembra essere rallentato, ma la paura rimane. Nella regione dell’Hubei è scoppiata una rivolta dopo la quarantena

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Dopo la quarantena, in Cina sono scoppiate violente rivolte (websource)

Il Coronavirus in Cina sembra aver finalmente rallentato la sua curva di contagio, con numeri che rasentano il minimo storico. La paura tra i cittadini, però, non sembra essere passata. Nella regione dell’Hubei, primo grande focolaio da dove è partita la pandemia, nei giorni scorsi ci sono state violente rivolte. Terminata la quarantena, i cittadini dell’Hubei si sono mossi fino al confine con la regione Jiangxi, per poter finalmente muoversi dopo mesi. Ad accoglierli, però, c’erano decine di Forze dell’Ordine, che hanno bloccato tutto. I cittadini hanno fatto partire una violenta rivolta, attaccando a migliaia i poliziotti al confine e creando un grandissimo disagio. I video sono stati ripresi da passanti, che hanno subito postato le immagini sui social.

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Coronavirus, l’attuale situazione in Cina e i nuovi casi

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Il Paese si sta rialzando, ma i controlli continuano in maniera ferrea (Getty Images)

Sicuramente le misure prese dal Governo cinese sono state efficaci. Il Coronavirus, partito dalla regione dell’Hubei e da Wuhan (capoluogo della regione), ha rallentato esponenzialmente il contagio, spostandosi nel resto del Mondo. La situazione, però, non è ancora risolta, e i controlli continuano ad essere ferrei. Dallo scorso 25 marzo, in gran parte della Cina sono ripresi gli spostamenti individuali, mentre a Wuhan il blocco continuerà fino all’8 aprile. Ai cittadini verranno comunque fatti controlli quotidiani dei dati e della temperatura corporea, per evitare un ritorno aggressivo del Covid-19. Intanto, nella giornata di ieri la Cina ha registrato 45 nuovi casi, mentre le infezioni di ritorno sono ora 693. Diversi organi si stanno però interrogando sulla veridicità dei dati forniti dal Governo cinese a riguardo, scatenando ulteriori tensioni tra i cittadini del territorio asiatico.

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