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Coronavirus in Giordania, le autorità hanno deciso di imporre il coprifuoco per evitare i contagi. Ma c’è un vantaggio per tutti

Coronavirus coprifuoco Giordania
Coronavirus, coprifuoco in Giordania (Getty Images)

Coronavirus in Giordania, per evitare contagi di massa le autorità hanno scelto la via del coprifuoco generale, confermata da ‘Arab News’. Chiusi tutti i negozi, ma la popolazione locale non ne subirà le conseguenze. Perché a differenza di altri Paesi, qui è stata decisa la consegna di cibo a domicilio.

Otto giorni fa re Abdullah ha firmato un decreto di emergenza per affidare al governo ampi poteri, quelli previsti in caso di calamità (e di guerra). Una misura varata per contenere al minimo il numero dei contagi, arrivati nella giornata di ieri, 24 marzo, a 127 casi. Sono cittadini giordani ma anche francesi, britannici, iracheni,  libanesi e filippini.

Diversamente da altre realtà mondiali però in Giordania è scattato il coprifuoco totale. Tutti i supermercati e negozi sono stati chiusi. Così scatta la consegna a casa di tutti i beni essenziali: se ne occupano i servizi comunali e l’esercito sorveglia. Un servizio essenziale per almeno 10 milioni di giordani che non potranno uscire a tempo indeterminato.

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Giordania, il coprifuoco per ridurre i danni ma funziona anche altrove

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Operazioni di sanificazione in Giordania (Getty Images)

Ma perché la Giordania per contrastate l’epidemia da Coronavirus ha scelto una misura così estrema come il coprifuoco? Re Abdullah e il governo hanno fatto due conti e scelto il male minore. Se veramente dovesse scoppiare una pandemia generale in tutto il Paese sarebbe un disastro economico. Le risorse economiche dello stato non sarebbero in grado di compensare cure e perdite, quindi scatta il piano B.

Tutta la popolazione è stata informata per tempo e il governo ha preso accordo con i consigli comunali per i rifornimenti. Saranno portati a casa pane, acqua, verdure, ma anche le bombole di gas per cucinare e le medicine. Una fornitura completa per una settimana, almeno sino a nuovo ordine. Così agli ingressi delle città stazionano posti di blocco dell’esercito per impedire qualsiasi spostamento. Unici autorizzati, il personale sanitario e gli addetti agli altri servizi essenziali.

Coem ha spiegato il portavoce dell’esercito, il generale Mukhles al-Mufleh, non tutti hanno capito: “Ci sono persone che non comprendono la gravità del pericolo e insistono a violare la legge”. Ecco perché persone sono già state arrestate quasi mille persone che rischiano fino a un anno di carcere.

Ma la Giordania non è l’unica nazione di quell’area ad aver adottato misure rigide. In Arabia Saudita il coprifuoco parte dalle 21 fino alle 7 del mattino. Per chi sgarra, una multa pari a quasi 2500 euro. Anche in Iraq coprifuoco notturno, ma qui il motivo è doppio. Il Paesde infatti è scosso dalle proteste studentesche comicniate lo svorso autunno. Il provvedimento è stato accettato da tutti. Però gli studenti hanno già anticiopato che torneranno a manifestare se il governo non accetterà le loro richieste.

 

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