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Coronavirus, Giulio Gallera fa il punto in Lombardia. L’assessore spiega il motivo dell’alta mortalità nella regione e apre a una possibile candidatura come sindaco. 

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Giulio Gallera

Coronavirus, parla Giulio Gallera. In attesa del classico bollettino odierno atteso questo pomeriggio, l’assessore al welfare della Regione Lombardia ha parlato della criticità da Covid-19 in un’intervista per La Repubblica oggi in edicola.

Quando gli si chiede come sta vivendo questo periodo dal punto di vista mediatico, la risposta è la seguente: “Non lo vivo. Da un mese sto dentro al bunker della Regione Lombardia, dalle 8 a mezzanotte, l’emergenza non finisce, questo Covid-19 è esploso e se mi fermo un secondo a leggere i messaggi favorevoli, o a pensarci… ok, va bene. Ma non ho metabolizzato l’aumento della popolarità, ci sarà poi il tempo per farlo”. 

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Giulio Gallera e Attilio Fontana

Coronavirus, Gallera spiega l’alta mortalità in Lombardia

Gallera apre tuttavia alla clamorosa possibilità di candidarsi come sindaco della città: “Sono milanese, sono stato vent’anni al Comune, conosco ogni via della mia città e ne sono innamorato. Mi sono sposato qui, ho due figli al liceo, se servirà candidarmi, non mi tirerò indietro”. 
Tema cruciale: perché la mortalità in in Lombardia è salita del 13%? Gallera, a tal proposito, abbraccia la teoria di molti esperti che ritengono in realtà i positivi siano dieci volte più della versione ufficiale. Il che porterebbe la percentuale a un più verosimile 1.3%.
Ma nonostante ciò, Gallera preferisce guardare allo scenario attualmente a disposizione: “Penso anch’io che il tasso di mortalità sia molto più basso, ma in questo momento bisogna dare il dato statistico e non discutere delle percezioni. Sul totale dei contagiati certi, quella è la percentuale. Il sommerso è sommerso, faremo i conti alla fine”. 

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Covid-19 in Italia ancor prima di gennaio?

C’è poi da considerare anche l’altra faccia della medaglia: “Attenzione, se la mortalità qui in Lombardia è più alta di Wuhan dipende dal fatto che la qualità delle cure in Italia è altissima. Qui abbiamo un numero gigantesco di anziani perché superano operazioni e malattie, sono accuditi alla perfezione, i decessi hanno numeri più alti perché da noi gli anziani vivono di più”. 
Con il senno del poi, la soluzione probabilmente era un’altra: “Nessuno in Italia o in Europa era preparato a tutto questo, l’Europa avrebbe dovuto mettere in quarantena chiunque arrivasse dalla Cina, ma chi avrebbe potuto immaginarlo. La cognizione l’abbiamo avuta a fine gennaio, stiamo però appurando se il virus non ci avesse raggiunto prima”. 

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Pubblicato da Giulio Gallera su Martedì 24 marzo 2020

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