Coronavirus, benzinai in rivolta: da domani via chiusura distributori

Benzinai in rivolta per il Coronavirus: da domani comincia la chiusura dei distributori di rifornimento sull’autostrada. Le associazioni: “Nessuna sicurezza e sostenibilità economica”

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Corinavirus, l’amaro sfogo di un benzinaio (Getty Images)

Non solo operatori sanitari, farmacisti, lavoratori dei supermercati e operai delle fabbriche: ora anche i benzinai sono in rivolta. Da domani 25 marzo, infatti, comincerà dalle autostrade la chiusura degli impianti di rifornimento di carburante. Lo hanno annunciato poche ore fa in una nota ufficiale Faib (Confesercenti), Fegica (Cisl), Figisc/Anisa (Confcommercio), che congiuntamente hanno dichiarato che non sono più in grado di assicurare il necessario livello di sicurezza sanitaria, né la sostenibilità economica. Da domani comincerà la chiusura in autostrada, compresi raccordi e tangenziali, per poi proseguire in tutti gli altri distributori.

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Coronavirus, benzinai chiudono i distributori: la categoria si sente abbandonata

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Coronavirus, dal 25 marzo chiuderanno gli impianti di rifornimento sulle autostrade

Corriamo il rischio di essere impopolari” si legge sulla nota pubblicata dalle associazioni “chiediamo al Governo, ai concessionari autostradali, alle compagnie petrolifere e ai retisti indipendenti di fare la loro parte se si vuole assicurare la distribuzione dei carburanti”. La categoria si sente abbandonata in questo momento, non essendo stata mai menzionata né aiutata, sia dal punto di vista economico che di fornitura dei presidi sanitaria. “Oltre 100.000 lavoratori invisibili” proseguono Faib, Fegica e Figisc/Anisa “sono rimasti al proprio posto nonostante la drastica riduzione dell’85% delle entrate, mettendo a rischia la propria incolumità e la propria salute. Non siamo schiavi, né martiri, abbiamo una responsabilità che vogliamo onorare, ma non possiamo continuare in questa situazione“. La pandemia del Coronavirus ha portato anche ad una crisi del petrolio, con i prezzi che sono scesi di molto, ad una media nazionale in modalità self ormai stabilmente inferiore a 1,5 euro. Con le città e le attività chiuse e la viabilità bloccata sono tempi davvero difficili per i gestori degli impianti di rifornimento carburanti.

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