Autocertificazione Coronavirus per gli spostamenti: come funziona

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Con il decreto sul Coronavirus che ha allargato le “zone rosse” è in vigore l’autocertificazione per gli spostamenti: ecco come funziona

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Il decreto impone un’autocertificazione per spostarsi dalle zone rosse (Getty Images)

Gran parte dell’Italia è bloccata per il Coronavirus: il decreto del Governo in vigore dall’8 marzo ha di fatto blindato i confini della Lombardia e di altre 14 province del nord. La rapida diffusione del Covid-19 sta mettendo in ginocchio le strutture di cura e il Sistema Sanitario Nazionale ed il Consiglio dei Ministri ha dovuto prendere dei provvedimenti drastici per tentare di frenare il contagio.

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Autocertificazione Coronavirus per gli spostamenti dalle zone rosse: come funziona il documento?

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Modello di autorcertificazione per spostarsi dalle zone rosse (Foto Twitter)

Il decreto, in vigore fino al 3 aprile, prevede il divieto di spostarsi sia dalle zone rosse che all’interno di esse, con le uniche eccezioni che riguardano motivi di lavoro, salute o altre attività irrinunciabili. Le disposizioni governative vietano gli spostamenti in Lombardia e nelle 14 province considerate a rischio, ma non si applicano al transito di merci a chi fa parte della filiera produttiva e non vietano gli spostamenti individuali per andare a lavorare, per curarsi o per altre necessità.

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Ma tutto questo andrà dimostrato attraverso l’autocertificazione: come funziona questo documento? L’ autodichiarazione dovrà essere resa tramite appositi moduli compilati e firmati, forniti dalle forze dell’ordine. Le persone, come affermato dal Ministro dell’Interno Luciana Lamorgese, saranno controllate lungo le vie di comunicazione e le grandi infrastrutture di trasporto, comprese stazioni ferroviarie e aeroporti. Per i positivi al Coronavirus non sarà ammessa nessuna eccezione e per i “furbetti” che dichiareranno il falso è prevista una pena fino a 3 mesi di reclusione e una sanzione di 206 euro, salvo rientrare nell’ipotesi più grave, ovvero “delitto colposo contro la salute pubblica“.

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