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Il governo della Cina è preoccupato per la sua popolazione in Italia, e chiede lo stop delle violenze nei confronti dei cittadini cinesi nella penisola.

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L’ambasciatore cinese Li Junhua con Zingaretti (via Getty Images)

Il pericolo coronavirus è la notizia che sta facendo più discutere nell’ultimo mese. I cittadini vogliono la massima sicurezza nei confronti di un virus potenzialmente mondiale, e ciò non ha fatto altro che aumentare la paura ed il pregiudizio nei confronti del popolo cinese.

Anche in Italia, anzi soprattutto nella nostra penisola, non sono pochi i casi di aggressione nei confronti dei cittadini cinesi specie da quando la notizia è diventata virale. Ed allora, a causa dei ripetuti casi di discriminazione, è dovuto intervenire l‘ambasciatore Zhang, in occasione del rilascio dei 20 turisti cinesi ricoverati.

Cina, parla l’ambasciatore: “Nella comunità cinese panico non per il virus, ma per la sicurezza”

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Parla l’ambasciatore cinese Zhang (Via Getty Images)

Così in occasione del rilascio dei 20 turisti cinesi ricoverati, a parlare ci ha pensato l’ambasciatore Zhang.

Il diplomatico cinese ha aperto il suo discorso affermando: “Nella comunità cinese si sta diffondendo il panico. Non per l’epidemia di coronavirus, ma per la sicurezza. Ci sono state aggressioni verso cinesi in Italia, non turisti, ma comunità cinese.

Zhang ha poi invitato gli italiani a fare attenzione, specie per i suoi connazionali che oramai vivono e lavorano in Italia da anni. Inoltre sempre l’ambasciatore ha cercato di far capire che bisogna evitare pregiudizi, distinzioni, aggressioni, con insulti e minacce che non sono tollerabili.

Nonostante le parole di Zhang, però, non si sono fermati gli episodi di aggressioni e razzismo. Una vicenda del genre, infatti, si è verificata più recentemente a Torino, dove una coppia cinese è stata aggredita verbalmente ed accusata di essere portatore del virus.

Per questo, proprio in questi giorni, stanno aumentando le campagne di sensibilizzazione sul’argomento. Una delle più famose viene dalla Sardegna, grazie all’associazione “Cinapiùvicina“, che ha organizzato in un ristorante orientale la “Cena dell’amicizia“.

Insomma la paura per il virus può essere legittima, ma il razzismo nei confronti di una comunità no. Con queste parole Zhang ha cercato di sensibilizzare il popolo italiano sull’argomento coronavirus, che sta penalizzando il popolo cinese non solo dal punto di vista economico.

L.P.

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