Coronavirus, atterra a Pratica di Mare l’aereo con gli italiani di Wuhan

E’ atterrato poco fa a Pratica di Mare, l’aereo con a bordo gli italiani di Wuhan. Nei prossimi giorni si vedrà se c’è qualcuno infetto dal Coronavirus

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L’aeroporto militare di Pratica di Mare (via WebSource)

E’ atterrato da pochi minuti a Pratica di Mare, l’aereo con a bordo i 56 italiani residenti a Wuhan. Gli Italiani hanno abbandonato la città cinese, centro dell’epidemia, per fare rientro in patria. Accolti all’aeroporto militare di Pratica di Mare, adesso saranno sottoposti ad alcuni giorni di controlli, prima di ritornare dalle proprie famiglie.

I 56 connazionali saranno quindi portati al campus olimpico di Cecchignola dove verranno sottoposti ad un periodo di quarantena per due settimane, equivalente al tempo massimo di incubazione del virus. Gli italiani di rientro in patria dovevano essere 57, ma un connazionale affetto da febbre è rimasto nella città cinese.

Coronavirus, il viaggio di rientro a Pratica di Mare

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Il rientro degli italiani a Pratica di Mare (via Getty Images)

Ad accompagnare i 56 italiani al rientro in patria, ci ha pensato un Boeing 767 del 14esimo stormo dell’Aeronautica militare. Sul volo presente anche il viceministro della Salute Pierpaolo Silieri.

A bordo, ovviamente, il volo era equipaggiato per l’assistenza sanitaria, con tanto di medici ed infermieri presenti sul volo.

Adesso, appena rientrati, i 56 connazionali saranno posti a tutte le visite del caso. Qualora dovrebbero presentarsi i sintomi del Virus che sta mettendo in ginocchio il mondo intero, saranno trasportati all’ ospedale Spallanzani.

Gli altri, invece, saranno trasportati al campo olimpico di Cecchignola, con tanto di scorta della Polizia e dei Carabinieri.

Inoltre alcune fonti diplomatiche hanno fatto sapere che i passeggeri dovevano essere 57, ma uno di loro non è partito dalla Cina a causa di un attacco febbrile. Così non è stato fatto salire sull’aereo per tutelare gli altri passeggeri presenti a bordo.

Le stesse fonti diplomatiche, però, assicurano che il connazionale sarà comunque seguito da un personale medico dell’ambasciata e del ministero degli Esteri cinese. Intanto la Farnesina resta in stretto contatto con i familiari del connazionale malato.

L.P.

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