Coronavirus, in Cina le vittime salgono a 80: 2700 casi confermati

Coronavirus, in Cina le vittime salgono a 80: sono oltre 2700 i casi confermati di contagio

Coronavirus
Coronavirus, in Cina i morti salgono a 80: 2700 casi confermati (Foto: Getty)

Proprio nella mattinata di lunedì la Cina ha dichiarato che il bilancio delle vittime del coronavirus è salito a 80. La provincia di Hubei, focolaio del contagio, ha comunicato altri 24 nuovi decessi. Le misure per bloccare lo spostamento delle persone all’interno del paese sono state ulteriormente inasprite. Pechino ha inoltre deciso di estendere di ulteriori 3 giorni le festività per il capodanno lunare, per rinviare il rientro di milioni di persone verso i propri posti di lavoro.

Il totale dei casi confermati a livello nazionale è salito velocemente a 2.744, hanno detto i funzionari.

Sebbene non vi siano stati nuovi decessi confermati al di fuori di Hubei, il conteggio nazionale delle infezioni accertate è aumentato di altre 769 unità, circa la metà di essi a Hubei. A confermarlo la National Health Commission cinese. Purtroppo 461 di questi nuovi infetti sono dati in gravi condizioni.

La Cina ha deciso di chiudere letteralmente Hubei nel centro del paese, con un’operazione di quarantena senza precedenti. Circoscrivere il focolaio diventa fondamentale per evitare un’epidemia che potrebbe diventare mondiale.

POTREBBE INTERESSARTI ANCHE >>> Coronavirus, possibile contaggio in Austria: paziente ricoverata a Vienna

Coronavirus, la vittime in Cina salgono a 80: 2700 i casi confermati

Contagi Coronavirus
Coronavirus, le vittime in Cina arrivano a 80: 2700 i casi confermati (Foto: Getty)

Anche le scuole di tutta la Cina rimarranno chiuse fino a data da destinarsi. Il governo di Pechino sta provando a minimizzare gli spostamenti , allestendo anche degli ospedali ad hoc per l’emergenza.

Sono stati confermati casi nei territori semi-autonomi di Macao e Hong Kong, dove il governo sta trasformando i campi di villeggiatura in centri di quarantena.

La Corea del Sud ha confermato il suo quarto caso lunedì.

Contagi sparsi sono stati annunciati anche in Thailandia, Taiwan, Giappone, Stati Uniti, Vietnam, Singapore, Malesia, Nepal, Francia, Canada e Australia.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità, che aveva minimizzato i rischi di epidemia in un primo momento, è tornata parzialmente sui propri passi. Nelle ultime ore si è parlato di un contagio simile a quello causato dalla SARS nel 2002, tra l’altro con origine sempre dalla Cina. La somiglianza del virus rischia di portare alle stesse conseguenze. All’epoca le morti furono centinaia solamente nella Repubblica Popolare.

Purtroppo non è ancora possibile stabilire quando sarà possibile scrivere la parola fine su questa emergenza.

POTREBBE INTERESSARTI ANCHE >>> Cane salva padrona dal Coronavirus strappandole il passaporto