Pensioni, la proposta dei sindacati: fissata la nuova età pensionabile

Riforma delle pensioni, la proposta dei sindacati: la nuova età pensionabile potrebbe abbassarsi

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Pensioni, nuova proposta dei sindacati

Quello delle pensioni è uno dei temi principali dell’economia italiana, sul quale di discute da molti anni. La legge Fornero del 2012, messa in atto dalla professoressa e all’epoca Ministro del Lavoro del governo Monti, prevede un età pensionabile di 67 anni, ritenuta eccessiva soprattutto per i lavori più faticosi. Con la scorsa legislatura Lega-Movimento 5 stelle, interrottasi ad agosto, si è passati alla cosiddetta ‘Quota 100‘, che fino al 2021 permetterà volontariamente di andare in pensione anticipata se la somma tra l’età anagrafica e gli anni di contributi versati raggiungerà, per l’appunto, la quota di 100.

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Riforma Pensioni, la proposta dei sindacati: si abbassa l’età pensionabile?

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Cgil, proposta riforma delle pensioni (Getty Images)

L’attuale governo, soprattutto all’interno del Partito Democratico, ha spesso palesato la volontà di rivedere tale legge, ritenendola dannosa per il Paese e utile soltanto a una stretta minoranza del popolo. In questo senso era stata proposto di innalzare l’età pensionabile da 62 a 64 anni, nella cosiddetta ‘Quota 102‘. I sindacati Cgil e Uil hanno però seccamente bocciato questa proposta di riforma, ritenendo troppo alta questa quota per andare in pensione. La proposta prevede almeno 20 anni di contributi o 41, indipendentemente dall’anzianità anagrafica. Previste anche formule di flessibilità con sconti per lavori usuranti, donne e giovani con carriere discontinue.

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Inoltre la Cgil ha chiesto al governo di aprire quanto prima un tavolo di trattativa sulla previdenza, per capire se ci sono margini per una ulteriore riforma. “Non è accettabile questa proposta – ha dichiarato il segretario confederale Roberto Ghiselli al ‘Messaggero’Quota 102 non consentirebbe alla maggior parte delle persone di andare in pensione anticipatamente, in particolare le fasce più deboli come giovani e donne. L’uscita anticipata dal mondo del lavoro deve rimanere a 62 anni“.