Francia paralizzata dagli scioperi: città senza luce e corrente

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Tredicesimo giorno di scioperi in Francia contro la riforma delle pensioni voluta dal governo Macron. I disagi per i cittadini, non solo a Parigi, sono evidenti.

Scioperi Francia 2019
Scioperi in tutta la Francia, Paese bloccato (Getty Images)

Francia, il tredicesimo giorno di scioperi generali contro la riforma delle pensioni voluta dal governo Macron ha un bilancio pesantissimo. Oltre al blocco praticamente totale dei trasporti pubblici, non solo Parigi trema. A Lione infatti oggi 90mila case sono rimaste senza luce per colpa di sabotaggi commessi da esponenti del sindacato CGT nella rete elettrica cittadina.

Ma è solo uno dai molti effetti colatrerali della protesta generale che continua nonostante una possibie svolta. Ieri infatti, 16 dicembre, si è dimesso Jean-Paul Delevoye, cioè l’esponente del governo che aveva promosso la svolta nel sistema pensionistico portando il tetto da 62 a 64 anni.

Nulla però che possa fermare la protesta. Attorno a Parigi nei giorni scorsi erano stati registrati circa 600 chilometri complessivi di code, che oggi si sono dimezzati a 300. Ma questo soltanto perché i pendolari hanno rinunciato a raggiungere i posti di lavoro in macchina, complice l’ennesuima manifestazione generale di protesta.

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Francia, nessuna ipotesi di accordo sulle pensioni e sciopero ad oltranza

Proteste Francia pensioni
Le proteste contro la riforma delle pensioni in Francia proseguono (Getty Images)

Quello di oggi infatti è il primo sciopero unitario con tutte le sigle sindacali insieme dall’inizio delle proteste. Persino una sigla come la Cfdt (Confédération française démocratique du travail), ritenuta vicina al governo Macron, ha deciso di scendere in piazza. Una manifrestazione per riaprire il tavolo delle trattative anche se quota 64 anni sembra intoccabile.

E così continuano i disagi, ad una settimana dal Natale. La metropolitana parigina e le ferrovie sono sempre bloccate e il 20% dei voli aerei è annullato. Le stime dicono che quasi il 33% dei ferrovieri sia in sciopero, così come il 75,8% dei conducent, cifre che sono salite da lunedì scorso. Inoltre è fermo il 59,2% dei controllori e il 24% dei segnalatori negli aeorporti.

Invece nel settore dell’istruzione allo sciopero aderisce un quarto degli insegnanti nella scuola primaria e secondaria, secondo il ministero. Ma i sodaggi danno contro agli scioperanti. Almenoi il 55% degli intervistati infatti definisce “inaccettabile” bloccare il Paese paese durante le festività di fine ann, ancfhe se al momento è un’ipotesi molto concreta.

 

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