Matteo Sereni, decade l’accusa infamante per l’ex portiere di Serie A

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Lieto fine per la vicenda giudiziaria scaturita da una denuncia della ex moglie nel 2011

Matteo Sereni, ex portiere in Serie A
Matteo Sereni prosciolto dalle accuse di molestie (Getty Images)

Un incubo durato 8 anni quello vissuto da Matteo Sereni. Gli appassionati di calcio lo ricorderanno, sicuramente, impegnato sui campi di Serie A a difendere la porta Lazio, Torino, Sampdoria, Empoli e Brescia, in una carriera pluriennale che si è interrotta nel 2011 proprio quando è iniziata una vicenda giudiziaria che l’ha visto imputato con l’accusa più infamante per un padre, quella di molestie sessuali sulla figlia.

Sereni era stato denunciato dalla moglie (da cui successivamente si è separato) nel 2011. Il primo pronunciamento giudiziario è arrivato nel 2015. Ad emetterlo, con rito abbreviato, è stato il Tribunale di Tempio Pausania, in quanto i fatti contestati all’ex portiere sarebbero avvenuti in una Villa in Costa Smeralda. Condannato a 3 anni e 6 mesi di reclusione per abusi su minori, Sereni aveva contestualmente perso anche la patria potestà sui minori. Sconvolto, l’ex portiere, ha ribadito più volte la sua innocenza, non si è dato per vinto e ha cominciato un’ulteriore battaglia legale

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Matteo Sereni, il verdetto in appello e il proscioglimento

In seguito alla condanna in primo grado, Sereni, assistito dagli avvocati Michele Galasso, Giacomo Francini e Giampaolo Murrighile è ricorso in appello con sentenza favorevole da parte della Corte d’Appello di Sassari che ha annullato il provvedimento precedente, decretando anche lo spostamento della competenza territoriale del processo a Torino.

Matteo Sereni
Matteo Sereni con la maglia del Torino (Getty Images)

Non si è trattato, dunque, di un’assoluzione tout court per Sereni che ha dovuto rispondere degli stessi reati di cui era accusato presso un altro tribunale. A Torino, è arrivata la parola fine sul procedimento con il gip che ha accolto la richiesta di archiviazione presentata dal pubblico ministero Giulia Marchetti. Sereni è stato dunque prosciolto da ogni accusa da indagato senza alcuna richiesta di rinvio a giudizio che l’avrebbe reso, di nuovo, imputato.

Le motivazioni del proscioglimento di Sereni

Non v’è dubbio  che in materia di minori, il problema non sia tanto e solo la capacità di riferire ciò cui hanno assistito, ma proprio la formazione del ricordo, ben potendoci essere dei “falsi ricordi” determinati dal racconto dell’evento ricevuto nel tempo dagli adulti di riferimento, dalla qualità e aspettative di chi pone la domanda, dalla relazione che lega l’adulto e il minore.” Questa una parte delle motivazioni del proscioglimento dell’ex portiere riportate da Corriere.it. 

Per le sua battaglia giudiziaria, terminata ora favorevolmente, Sereni è stato considerato un simbolo da parte dei padri separati.

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