“Pino poteva essere salvato”. La famiglia è sicura di questo.

La perizia medico-legale disposta dal Tribunale di Roma per chiarire le cause della morte ha accertato, rivela il settimanale “Giallo”, che a provocare il decesso fu “lo shock cardiogeno in soggetto affetto da cardiomiopatia dilatativa post-ischemica, coronaropatico e sottoposto a intervento di by-pass aortocoronarico, iperteso”.

Il pool di esperti che ha esaminato il caso sottolinea che “la decisione di Pino Daniele di volersi far trasportare a Roma” non fu “scevra di rischi”. E i dottori, riposrta tgcom –  precisano: “La scelta di ricorrere alle cure dell’ospedale Sant’Eugenio in Roma ha privato il Daniele della possibilità di giovarsi di opportunità terapeutiche in modo tempestivo (considerando una latenza temporale di circa un’ora in merito all’effettività di inizio terapia)”. Ecco dunque la richiesta di chiarezza della consulente della seconda moglie Fabiola Sciabbarrasi, Luisa Regimenti.

Ora il caso si riaprirà, perchè la famiglia non ci sta e vuole vederci chiaro.