IMOLA, ITALY – SEPTEMBER 14: Marco Minniti minister for internal affairs of the italian government attends a public debate at national Festa dell’Unita of PD (democratic party) on September 14, 2017 in Imola, Italy. (Photo by Roberto Serra – Iguana Press/Getty Images)

Rispetto le prossime elezioni regionali in Sicilia, nei giorni scorsi c’è stato un duro botta e risposta tra il ministro Minniti e il deputato del Movimento 5 Stelle, Alessandro di Battista. L’oggetto del contenndere è stata la richiesta di Di Battista a nome del M5S di chiedere al ministro, dietro richiesta, di far inviare degli osservatori dell’Ocse durante le votazioni nell’isola, per accertarsi che tutte le procedure di votazione si possano attuare nel più assoluto e totale rispetto della democrazia.

Ma Minniti nella sua risposta non ha ceduto alle richieste dei grillini: “La potestà legislativa della Regione Sicilia differisce da quella delle Regioni ordinarie. La Regione siciliana dispone quindi in autonomia all’organizzazione delle elezioni, tuttavia il regolamento della Regione prevede strumenti per escludere dalla competizione elettorale di soggetti che non possono ritenersi degni di rappresentare la sovranità. L’Osce interviene con i suoi osservatori per elezioni che riguardano un intero Paese o gran parte di essa e non una sola Regione, in Italia è avvenuto nel 2013”, spiega. “I prefetti hanno inoltre dato già affermato che stanno monitorando”.

La risposta di Di Battista “Non è vero che l’Osce non sia intervenuta per elezioni inferiori a quelle di scala nazionale. Lei ministro non può lavarsi le mani, deve tenere conto di quello che è successo finora in Sicilia. Deve tener conto che la Sicilia è stata governata dai Cuffaro, non può non tener conto che nelle liste di Musumeci ci sono degli impresentabili e che un sindaco è stato arrestato”.

Queste quindi le preoccupazioni del Movimento 5 Stelle in occasione della tornata elettorale siciliana. Preoccupazioni che, a quanto pare, non sono state per nulla accolte dal Governo centrale, che non farà nulla di quanto già previsto per far si che le elezioni si svolgano regolarmente.