Antonella Tognazzi, la vedova di David Rossi, il responsabile della comunicazione del Monte dei Paschi di Siena, Mps, precipitato da una finestra del suo studio di Rocca Salimbeni in una maniera che ancora oggi desta interrogativi e scalpore, dopo quattro anni e due inchieste archiviate cerca ancora la verità sulla morte del marito. In una intervista rilasciata al Corriere.it la vedova si lascia andare ad un amaro sfogo. Leggiamo le domande più salienti:

Quali sono, signora?
«Che David sia stato assassinato e che le indagini sono state fatte male. Non lo dico solo io ma anche l’anatomopatologa Cristina Cattaneo, perito incaricato dalla Procura, la stessa che ha lavorato sul caso di Yara Gambirasio. La dottoressa, tanto per farle un esempio, ha scritto che sul corpo di mio marito c’erano segni non compatibili con una caduta ma riconducibili a una colluttazione. Eppure di questo, nell’inchiesta, non si fa parola. Ed è solo un elemento, ce ne sono tanti altri ignorati. Io sono convinta che bisognerebbe aprire ancora una volta il caso e indagare come si deve».

Secondo lei suo marito aveva paura?
«Era molto spaventato. Chiedeva aiuto e lo aveva fatto anche con una mail a un alto dirigente di Mps».

Ma a lei David non ha mai confidato di temere d’essere ucciso?
«In quei giorni ero malata con febbre altissima e allucinazioni. Lui certe cose non me le avrebbe dette esplicitamente per difendermi, per tutelarmi. Poi nelle condizioni fisiche in cui mi trovavo non lo avrebbe fatto in nessun modo. Però oggi io ho rielaborato quei momenti, ci ho ripensato più volte».

Ed riuscita a capire qualcosa?
«Ricordando quegli ultimi giorni oggi ho la sensazione che David fosse minacciato. Era un uomo che aveva paura di essere ucciso. Anche una situazione di stress come quella non poteva giustificare la sua agitazione. Non lo avevo mai visto così, a fargli così tanta paura non poteva essere solo preoccupazione lavorativa e un’inchiesta nella quale oltretutto lui non era neppure indagato».

A corrobare la tesi della vedova di David Rossi del Mps ci ha pensato Pierluigi Piccinini, 67 anni, ex primo cittadino di Siena, che, intervistato dal Corriere della Sera, non ha praticamente dubbi su come sia stata la fine di David Rossi: “Non accuso nessuno, riporto soltanto quello che mi è stato raccontato e che tutti a Siena sanno, cioè che David Rossi non si è ucciso, ma è stato assassinato. E io, che David lo conoscevo molto bene, ne sono assolutamente convinto. Nulla di nuovo. Sui festini a base di droga ai quali avrebbero partecipato magistrati, ho solo riportato voci che mi ha raccontato qualcuno, mi sembra un avvocato romano, e anche queste circolano da tempo in città. Non sono novità, almeno per noi senesi. Nel 2013 durante un’assemblea del Monte dei Paschi un consigliere comunale parlò pubblicamente di personaggi orgiastici e pervertiti. “Non spetta a me indagare. Io so soltanto che, appena due giorni prima di morire, David mandò un messaggio a un alto dirigente di Monte dei Paschi avvertendolo che avrebbe raccontato tutto ai magistrati. Queste cose le sto ripetendo da anni. Sono pronto a parlare con i magistrati in qualunque momento”.