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Giuseppe Mastronuzzi, geomorfologo dell’Università di Bari, Coordinatore del Gruppo di Ricerca sulla Morfodinamica delle Coste istituito dall’Associazione Italiana dei Geomorfologi ha presentato alla stampa lo studio sulle coste italiane lanciando l’allarme per ciò che potrebbe accadere in Italia nei prossimi decenni.
7.500 chilometri quadrati di coste che nel 2100 potrebbero sprofondare.
“Tutte le spiagge sono in arretramento. Abbiamo analizzato ben 13 aree studio differenti, su tutto il territorio italiano, da Trieste, Genova, le Marche, la Puglia, Calabria, Sardegna, Campania Basilicata ed altre regioni ancora. Abbiamo constatato che tutte le spiagge sono in arretramento, molte non appaiono tali perché purtroppo sono state realizzate opere di difesa antropiche che stabilizzano quella determinata spiaggia ma a danno di quelle che sono immediatamente vicine. Abbiamo elaborato un’importante cartografia geomorfologica con simboli che sono stati riconosciuti dall’Ispra, in grado di indicare i rischi presenti lungo la costa. Per esempio avremo un simbolo che indicherà le spiagge in arretramento, quelle in erosione etc.. Consegniamo alle istituzioni uno strumento scientifico importante per la pianificazione del territorio”. 
Lo studio di siti archeologici costieri distribuiti lungo l’Adriatico e lo Jonio – Polignano, Egnatia, Santa Sabina, Torre Guaceto, Punta Penne a Brindisi, Torre Saturo, Torre Ovo in confronto con altri 13 siti nel Mediterraneo – ha evidenziato che qui il livello del mare si è sollevato di circa 15 centimetri negli ultimi 1.000 anni e di circa 90 centimetri negli ultimi 2.000 anni. Superiamo il valore medio di aumento del livello del mare che in questo posto dell’Italia sta registrando circa i 5 millimetri all’anno”, ha aggiunto ancora l’esperto.