Roma nuovamente protagonista della ormai tanto decantata ‘guerra tra poveri’. Le case popolari invece di essere un diritto acquisito per chi ne ha bisogno, sono invece un miraggio praticamente irraggiungibile. E quando succede che vengono assegnati dei nuovi alloggi a famiglie non italiane, scatta immediatamente la protesta da parte di cittadini e, in questo caso, di formazioni politiche di estrema destra. Questa volta il ‘protagonista’ è il quartiere Corviale di Roma, il più famoso serpentone di cemento d’Italia, lungo un chilometro e pieno zeppo di famiglie bisognose dal punto di vista economico. In uno degli stabili, in via Giovanni Porzio, 55, l’istituto case popolari ha assegnato un appartamento ad una famiglia di origini eritree. Da qui è scattata la protesta di alcuni militanti dell’organizzazione politica Forza Nuova, che hanno dato il via ad una manifestazione dai toni non proprio pacifici che è culminata in uno scontro con le forze di Polizia. Al termine della colluttazione sono stati tratti in arresto 4 militanti. Tra gli arrestati c’è anche il leader del movimento di estrema destra ‘Roma ai romani’, Giuliano Castellino. Durante lo scontro è rimasto ferito ad una mano un impiegato della polizia.

Come dicevamo, non è la prima volta che Roma è protagonista di scontri e tafferugli quando vengono assegnate case popolari a nuclei familiari non italiani. A giugno un bengalese con cittadinanza italiana, beneficiario di un alloggio popolare, è stato aggredito con calci e pugni a Tor Bella Monaca da alcuni ragazzi italiani. A dicembre 2016 dei residenti di via Filottrano, a San Basilio, avevano inscenato una manifestazione in strada per non permettere ad una famiglia di marocchini con tre bambini, di entrare in un alloggio Ater. “Non vogliamo negri nè stranieri qui, ma soltanto italiani”. A gennaio infine, sempre a Roma, un gruppo di appartenenti a formazioni politiche di estrema destra, avevano bloccato l’accesso ad un alloggio ad una famiglia egiziana, legittima assegnataria di un alloggio Ater, facendo intanto rientrare nella casa i due giovani italiani che la occupavano abusivamente.