rimini padre

Mohamed, marocchino 51enne, padre dei due fratelli minorenni che, sabato scorso, sentendosi braccati, si sono consegnati alle forze del’ordine che stanno indagando ancora sullo stupro di Rimini, ha parlato per la prima volta.

L’uomo, senza permesso di soggiorno e agli arresti domiciliari, difende i figli: “Sono pentiti. Hanno rubato, questo sì. Ma non hanno fatto sesso“, ha detto ai microfoni del Tgcom24.

Quello più grande, che ha 17 anni, è venuto a casa che piangeva”, racconta al Resto del Carlino, “Mi ha detto che lui era con suo fratello, l’altro mio figlio di 15 anni, e altri due loro amici, un nigeriano e un congolese, a Rimini. Hanno partecipato allo stupro di cui parlano da giorni il telegiornale e il vostro giornale”.

L’uomo è convinto che i figli siano stati costretti da Butungu a compiere i reati: “Gli prometteva i soldi se loro magari rubavano qualche cellulare e poi lo rivendevano a lui. Li ha fatti bere, una birra in un locale, una in un altro…”.

Arriva poi la notte dello stupro di Rimini: “Il maggiore mi ha detto che il congolese ha puntato la ragazza polacca, e gli ha detto a loro A questa ci penso io…. Il congolese la picchiava, le tirava gli schiaffi, lui ha provato a dirgli Lasciala fare, perché fai queste cose, ma poi l’ha trascinata lontano da loro e ha continuato”.

L’uomo, inoltre, rivelato di aver riconosciuto i figli dopo aver visto la foto in tv.

“Gli ho detto di andare subito dai carabinieri. Non voglio che i miei figli facciano queste str…, può capitare che uno rubi un telefonino, ma non che uno violenta una donna. Se hanno fatto una cosa del genere, devono pagare. Gli ho detto che dovevano dire la verità e che non dovevano stare zitti per una settimana intera. E che sono stati fortunati. Io lo so come funziona il giro. Gli errori li ho fatti anch’io. Mi sono ubriacato, ho rubato, ho fatto risse. Quindi, primo, con la transessuale hanno rischiato, perché potevano essere rintracciati dal protettore. Ma poi hanno rischiato anche per la violenza alla donna polacca. Perché, lo dico chiaro, se qualcuno violenta una delle mie donne, mia moglie o mia madre o mia figlia, io lo ammazzo. E poi gliel’ho detto: cosa pensavate, che le persone che avete picchiato e stuprato fossero ricche, che ci facevate i soldi?” .

Infine, l’uomo si dice distrutto da quanto accaduto: “Sono distrutto, le cavolate le ho fatte anche io, ma non ho mai fatto male a nessuno, questa è una cosa grave”, ha aggiunto, “Io ai miei figli ho dato sempre tutto. Si è rovinato tutto nel 2013, quando sono dovuto tornare in Marocco per un permesso di soggiorno che mancava. Ho perso il controllo sui miei figli. Mi sento un po’ in colpa”.