31 Mar 2011, Lampedusa, Sicily, Italy, Italy — People fleeing unrest in Tunisia protest in the streets of Lampedusa. Italian Prime Minister Silvio Berlusconi promised to clear thousands of illegal Tunisian migrants from Lampedusa by the weekend after an outcry over a humanitarian crisis on the tiny southern island — Image by © Alessandra Benedetti/Corbis

Ormai è una lotta senza quartiere quella tra gli immigrati che stanno invadendo il nostro Paese e i cittadini italiani e le forze dell’ordine che cercano, senza l’aiuto del Governo, di gestire questa orda di persone che spesso si rendono protagonisti di gesti assolutamente illegali. In Italia nell’ultimo anno sono stati circa centomila i profughi che sono arrivati in Italia, contro gli 8mila della Spagna e i 4mila della Grecia. Un esodo che non conosce confini e che ormai sta assumendo dei contorni da tragedia, sia per i cittadini italiani che, in piena crisi economica, si trovano a dover fronteggiare anche questo problema, sia per gli stessi immigrati che vivono in situazioni di degrado assoluto.

Ed a tutto questo ora si aggiunge anche il terrore che ogni cittadino d’Europa e quindi italiano deve avere quotidianamente per il pericolo del terrorismo islamico, che ormai da anni prepara attentati in giro per il nostro continente, forse aiutato involontariamente dal alcune organizzazioni non governative.

Parole dure di questi immigrati ospitati a Torino, dove da qualche tempo è scoppiato un vero e proprio caos. Lo scenario è l’ex villaggio olimpico di Torino, dove vanno di scena tafferugli tra immigrati e residenti.

Su LiberoQuotidiano.it leggiamo questa notizia che ha dello sconcertante: A scatenare la rabbia dei quasi 1.500 migranti, di cui molti clandestini, sono state tre bombe-carta lanciate contro le palazzine del Moi in cui abitano.

“Ci insultavano: venite giù scimmie, venite giù bastardi – accusano gli immigrati, secondo quanto riferisce La Stampa. E poi ci sono stati gli scoppi e noi abbiamo pensato che stavamo per morire tra le fiamme e le bombe. Ma qualcuno è sceso lo stesso. E quelli hanno continuato ad insultarci”.

Siamo nulla per questa città – spiega un ragazzo del Camerun -. Siamo nel mirino di gente che non capisce che anche noi siamo ragazzi e vorremmo una vita decente”.

La situazione potrebbe degenerare ancora di più.
“Voi italiani adesso dite ai vostri figli che non siamo cani. Teneteli tranquilli, perché la nostra pazienza prima o poi finirà. E allora anche noi andremo a prendere latte di benzina da lanciare contro le vetrine”, è la minaccia di un giovane africano.

Parole che sembrano venire fuori dalla legge del taglione: “Un morto nostro, un morto degli altri”.