In poche ore due dei tre ceceni accusati per l’omicidio di Niccolò Ciatti, il 22enne di Scandicci morto in una discoteca di Lloret de mar, sono stati scarcerati e ora potranno tornare in Francia, dove vivono come richiedenti asilo. Mentre in carcere è rimasto solo l’uomo che ha sferrato il calcio mortale sul giovane turista italiano, per gli altri due il giudice spagnolo non ha ritenuto necessario di trattenerli. I tre però non sarebbero comuni immigrati in cerca di fortuna in Europa, per l’ennesima volta emerge come il sistema sempre più ridicolo di accoglienza in Europa sia riuscito a dare ospitalità a tre persone che non si sarebbero mai potute integrare neanche in un bosco abitato da orsi. Il modo in cui hanno aggredito Ciatti rivelano da parte loro un’enorme forza violenta, l’amico di Ciatti ha raccontato di non aver avuto il coraggio di intervenire perché sembravano “esperti di arti marziali”.

Il sospetto della stampa spagnola è che i tre possano essere ex paramilitari in fuga dalla Cecenia. Al quotidiano El Periodico ha poi parlato un esperto di terrorismo all’università Sacro Cuore di Milano, il prof. Giovanni Giacalone, secondo il quale il metodo di aggressione sarebbe più che compatibile con una formazione paramilitare. Dalla Cecenia in molti arrivano in Europa per chiedere asilo politico, secondo quanto racconta l’esperto, scappano dal governo soprattutto per il loro passato, dopo aver aderito alle milizie dell’Emirato caucasico, duramente combattute dall’esecutivo. Ed è poi spuntato un video sul profilo di uno dei tre, R.B. di 24 anni, nel quale si vedono alcuni combattimenti ai quali avrebbe partecipato quando era a Strasburgo.