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Eva Henger si confessa in un’intervista rilasciata ai microfoni del settimanale Chi spiegando i motivi che la spinsero a diventare un’attrice di film a luci rosse e parlando del rapporto che ha con la figlia Mercedesz.

Eva parte dall’incontro con Riccardo Schicci, l’uomo da cui ha avuto due figli, Mercedesz e Riccardino:

“L’ho incontrato su un set fotografico, ma ero vestita, perché lui faceva anche il fotografo di moda. Era stato reporter di guerra, era bravo a scattare le foto, solo che aveva questo pallino per il sesso! Quando ho iniziato a frequentare il suo ambiente, quello dei film a luci rosse, mi sembrava normale anche posare per foto di nudo, avevo conosciuto Moana Pozzi e altre persone che mi erano piaciute, non vedevo niente di male in ciò che facevano. I giornali, vedendomi con Riccardo, scrivevano che ero la sua nuova scoperta. Tutti pensavano lo stesso che fossi un’attrice di film a luci rosse. Così, alla fine, ho firmato un contratto per quattro film. Ho voluto provare per curiosità, ma sul set non ero a mio agio. Riccardo non mi ha costretto, era una mia idea”.

Eva Henger, poi, svela come, da quando è morto Riccardo Schicci, abbia continuamente problemi di claustrofobia:

Ho commesso l’errore di voler vedere la chiusura della bara e, nel mio cervello, è scattata questa sorta di identificazione per cui, quando sono in un luogo chiuso, mi sento senza via d’uscita”.

E sul rapporto con la figlia Mercedesz svela che: “L’ho creata io, non potrei essere in competizione. E mi rende orgogliosa con la sua bellezza adesso che fa vita sana, va in palestra, mangia bene perché io le ho sempre detto che era bellissima ma, quando studiava, non ci pensava. Adesso è un mix di bellezza e intelligenza”.