Dalla benzina ai pedaggi: tutti i rincari del 2023

L’inflazione continua a farsi sentire sulle tasche dei consumatori. Anche questo inizio 2023 non sarà facile per quanto concerne aumenti e rincari. A partire dalla benzina, col governo che non rinnova il taglio delle accise, passando per il settore delle assicurazioni e dei pedaggi autostradali.

Benzina, rincari 2023

Il 2023 non comincia sotto i migliori auspici per le tasche dei consumatori. Il trend inflazionistico del 2022 si conferma anche in questo inizio del nuovo anno, a fronte di un adeguamento di pensioni e stipendi che non riesce a tenere il passo. Dalla benzina ai mutui: vediamo nel dettaglio su cosa andremo a pagare di più in questo 2023.

Benzina – il primo aumento annunciato è quello della benzina e del diesel. Il governo non ha rinnovato il taglio delle accise deciso dal precedente Esecutivo Draghi per far fronte alla crisi energetica dopo la guerra in Ucraina. I carburanti aumentano in media di 18 centesimi al litro. Costo su cui graverà anche l’Iva sul prezzo alla pompa. Il diesel, in particolare, torna a superare in molte zone d’Italia i 2 Euro al litro. Nello specifico: il prezzo medio della benzina al servito è sui 1,96 Euro. Il diesel si attesta sui 2,07 Euro al litro.

Pedaggi autostradali – Tornano i rincari sui pedaggi delle autostrade, dopo che nel 2018 il governo ne decise la sospensione a seguito del crollo del Ponte Morandi a Genova. Il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, assieme al ministero dell’Economia, ha firmato un decreto ministeriale che attesta sul 2 percento l’aumento dei pedaggi sull’intera rete autostradale nazionale, con un ulteriore incremento dell’1,34 percento a partire da luglio 2023. Incremento che, va specificato, è comunque inferiore alla media europea. In Francia l’aumento è del 4,7 percento, in Spagna del 4 percento. Il ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini, ha dichiarato che è stato scongiurato l’aumento del 5 percento.

Rc Auto – Anche le assicurazioni auto verranno interessagte dagli aumenti. Già nel terzo trimestre del 2022, i rincari avevano raggiunto una media del 2,5 percento. Secondo Assoutenti, nel corso del 2023 si potrebbe raggiungere un aumento medio del 6 percento. Secondo l’Osservatorio Facile.it, sono circa 815 mila gli automobilisti che saranno costretti a pagare di più per la propria assicurazione Rc auto. Se hanno causato un sinistro con colpa nei 12 mesi precedenti. Lo studio di Facile.it spiega, inoltre, che “il dato assume ancora maggior gravità se si considera che, a dicembre 2022, il premio medio Rc Auto registrato in Italia è stato di poco superiore ai 458 euro. Vale a dire ben il 7,23% in più rispetto ad un anno prima.”

Bollette del gas – Davide Tabarelli, presidente di Nomisma Energia, ha spiegato che nel corso del 2023 “è atteso un aumento delle bollette del gas di dicembre pari al 20 percento a 1,48 Euro al metro cubo.” Di contro, però, c’è la buona notizia della discesa del prezzo della luce. Le bollette della luce caleranno del 19,5% nel primo trimestre del 2023 rispetto all’ultimo trimestre del 2022, per gli utenti che sono ancora sul mercato tutelato (circa il 33% del totale).

Mutui – La Banca centrale europea, in primavera, potrebbe alzare il tasso dei mutui fino al 3%. Così da trascinare al medesimo livello l’Euribor, indice a cui si legano i variabili, e al 4% il tasso dei finanziamenti.

Canoni di affitto – Le rivalutazioni dei canoni d’affitto potrebbe rivelarsi una vera e propria stangata. A parte quelli che prevedono la cedolare secca, l’indice Foi, quello dell’Istat che rivela i prezzi al consumo per famiglie di operai e impiegati, lo scorso novembre ha registrato una variazione annua dell’11,5 percento.