Governo, Vito (ex FI) a iNews24: “Berlusconi ha ragione: Meloni dovrebbe portargli più rispetto”

Elio Vito - Foto di Ansa Foto
Elio Vito – Foto di Ansa Foto

Ai microfoni di iNews24, Elio Vito, ex deputato di Forza Italia che si è dimesso dal suo incarico parlamentare a luglio, in seguito ad alcune dichiarazioni di Silvio Berlusconi sull’invasione di Putin in Ucraina. Ministro per i Rapporti con il Parlamento durante il quarto governo del Cav (2008-2011), capogruppo di Forza Italia e presidente della Commissione difesa alla Camera, ha terminato la sua militanza negli azzurri tornando alle origini, nel Partito radicale. Nella nostra intervista fa un’analisi di quanto sta accadendo nella maggioranza in queste ore concitate verso la formazione del nuovo governo.

Cosa sta accadendo in Forza Italia in questo momento?
I nodi stanno venendo al pettine. Forza Italia negli ultimi anni purtroppo è stata subalterna alla Lega e a Fratelli d’Italia, rinunciando alla sua identità liberale e riformatrice, anche sul tema dei diritti civili e sul ddl Zan, e ha portato la destra, il partito più distante dalla cultura di Fi, FdI, a vincere le elezioni. È evidente che questa prospettiva non può certo entusiasmare il presidente Berlusconi e chi ha creduto nel progetto liberale di Forza Italia. Però bisognava pensarci prima”;

Oggi hanno fatto discutere le dichiarazioni di Berlusconi sulla sua amicizia con Putin e sui rapporti riallacciati con lui. Non è la prima volta. Forza Italia di conseguenza, ha ribadito la posizione atlantista ed europeista del partito. C’è o no un divario, su questo, tra Berlusconi e il resto degli azzurri?
Forza Italia è Berlusconi. L’ambiguità di Forza Italia di fronte all’invasione russa dell’Ucraina era stata una delle ragioni per cui ho lasciato FI e mi sono dimesso da parlamentare. Beninteso, l’amicizia di Berlusconi con Putin era nota, ma dopo il 24 febbraio, io credo che non ci sia più amicizia che tenga. Invece lui più volte aveva dichiarato che questo rapporto di amicizia continuava e criticava le leadership occidentali. Quando c’era stata l’intervista di Lavrov su Rete 4, tutta Forza Italia aveva difeso quell’intervista. E che ora, per conquistare un posto di ministri, vogliano far vedere di essere diversi e distanti da Berlusconi, fa sorridere. Dovrebbero essere più coerenti e più grati a Berlusconi”;

Sta dicendo che Forza Italia ha preso le distanze dalle dichiarazioni di Berlusconi solo per una mossa politica?
Più che una mossa politica, è una mossa di potere furba. Ma è stato un gesto di ingratitudine perché Forza Italia è Berlusconi ed è anche giusto che sia così. Anziché prenderne atto, vogliono far vedere di essere un’altra cosa per dimostrare di essere abili per andare al governo e offrono un paracadute alla destra nella quale Berlusconi comincia finalmente a non riconoscersi. Ripeto, questa distanza andava presa prima. Per convenienza elettorale ed avere collegi uninominali nella parte maggioritaria, Forza Italia si è alleata con la destra con la quale non ha nulla a che fare. Questo non è il centrodestra che ha fondato Berlusconi ed era chiaro già nella scorsa legislatura, quando Salvini si è sempre comportato come leader della Lega, non come leader della coalizione e ora si pagano le conseguenze”;

Quali conseguenze?
“Io credo che la conseguenza giusta delle dichiarazioni di Berlusconi sia che Forza Italia non vada al governo con nessun ministro. Pare che si stia assistendo alla stessa china che hanno preso anche in altri Paesi le componenti del Partito popolare europeo. Una volta in Europa facevano da cordone contro la destra estrema, oggi invece la aiutano ad andare al governo. Questo è pericoloso per i popolari europei. È successo, ad esempio, in Svezia e ora accade in Italia”;

Come valuta le trattative in corso per la formazione del governo?
Io credo che abbia ragione Berlusconi. Dal partito che ha vinto occorre maggiore rispetto nei suoi confronti, anche per quello che ha rappresentato e per ragioni oggettive. Non mi è piaciuto affatto che Berlusconi sia stato costretto ad andare in via Della Scrofa. È stato un gesto prepotente di mancanza di rispetto. Credo che anche nei confronti di Licia Ronzulli, che pure non è mia amica, si sia creato un’opposizione denigratoria del tutto ingenerosa, anche da partiti alleati che in passato hanno ricevuto molto dagli accordi fatti con Ronzulli e con le persone del partito. Lo dico proprio io che l’ho contestato: Giorgia Meloni dovrebbe portare più rispetto a Berlusconi”;

Come uscirà Forza Italia da queste trattative?
FI ha fatto bene a non votare La Russa e avrebbe fatto bene anche a non votare Lorenzo Fontana alla Camera. Finalmente ha avuto un sussulto della propria identità politica: come si possono votare come seconda e terza carica dello Stato personalità così proposte dagli alleati e senza affidare nessuna delle due a Forza Italia? FI ha fatto bene e credo che non avesse come obiettivo impedire l’elezione di La Russa. Berlusconi aveva previsto che sarebbe arrivato il soccorso dalle opposizioni. Quindi l’obiettivo era recuperare un’iniziativa politica. Per me avrebbero fatto bene anche a non eleggere Lorenzo Fontana. Quello che non va bene è che la destra che voleva dare lezioni di purezza a tutti gli altri partiti, in realtà ha trattato con l’opposizione i voti per La Russa. Credo che quella di FI sia stata una scelta politica giusta e non capisco le polemiche che ci sono state”;

Però FI ha dichiarato che alla seconda votazione avrebbe votato per La Russa.
Io credo che per rispetto istituzionale avrebbero fatto bene a votare la presidente del Senato uscente e naturalmente il presidente Berlusconi per il ruolo che ricopre nei confronti di tutta la coalizione. Ma se i senatori hanno ritenuto di non partecipare al voto, per me hanno fatto bene. FI è stata chiaramente maltrattata sulla scelta dei due presidenti e in più (quelle proposte ndr.) erano due figure nelle quali, per i parlamentari di Forza Italia, era difficile riconoscersi”;

Intanto lei è tornato nei Radicali…
Ho voluto dare un contributo simbolico ai Radicali, vengo da lì e non mai nascosto questa appartenenza. Ho voluto anche dimostrare che non mi sono dimesso per candidarmi con un altro partito o andare con la sinistra. Ho voluto dimostrare che io sono quello di sempre, anche quello che è stato capogruppo e ministro di Forza Italia. Non sono cambiato io: è cambiata FI nel corso degli anni, anche nelle alleanze che ha avuto. Ma è una libera scelta che io non condivido e per questo sono andato via”;

Cosa fa adesso?
Io faccio l’Umarèll. Solo che invece di andare a guardare i cantieri dell’edilizia, guardo i cantieri politici, li commento, faccio i tweet, li ricondivido. Dico la mia e rompo le scatole (ride ndr.)”.