Lavoro, Borghi (Pd) a iNews24: “Bisogna dire addio alla precarietà e agli stage gratuiti”

"Dal nostro punto di vista è valida l'originaria intuizione del reddito di inclusione e bisognerebbe riprendere quel tipo di approccio", dichiara il deputato.

Enrico Borghi - Foto di Ansa Foto
Enrico Borghi – Foto di Ansa Foto

Ai nostri microfoni, Enrico Borghi, candidato alle elezioni politiche del 25 settembre, nella lista Partito democratico – Italia Democratica e Progressista, al collegio plurinominale del Piemonte (P02).

Cosa rappresenta il voto al centrosinistra in Europa?
Il centrosinistra e il Partito democratico in particolare rappresentano un solido ancoraggio alle consolidate alleanze in Europa e nel quadro atlantico, che hanno consentito 75 anni di pace e di prosperità al nostro Paese. Per la prima volta dopo decenni la politica estera è tornata ad essere un’alternativa molto forte e decisa nel voto degli italiani. Chi voterà domenica per il centrosinistra, sceglierà la conferma rispetto a un’asse che ci vede allineati con i grandi Paesi d’Europa come Germania, Francia, Spagna, oltre che con gli Stati Uniti. Chi vota la destra invece, apre a una prospettiva balcanica per il nostro Paese, in cui le suggestioni verso l’Ungheria, la Polonia e – per alcuni – verso Mosca, sono sempre più evidenti. Dal nostro punto di vista questo rappresenta una regressione pericolosa, non solo sul sistema dei valori, ma anche degli interessi della nostra Repubblica”;

In un’intervista all’Efe, Giorgia Meloni si è augurata che l’eventuale vittoria di FdI possa essere apripista in Spagna, con Vox. Come valuta questa affermazione?
Assolutamente coerente: un partito post-fascista italiano supporta e spera che il partito post-franchista spagnolo possa avere successo. È la proposta della destra in questo momento. Noi abbiamo un’altra opinione: riteniamo che per il futuro dell’Italia non ci debba essere un ritorno al Novecento, all’idea della chiusura, del nazionalismo e del sovranismo. Riteniamo che si debba andare verso una direzione di rafforzamento dello spirito di integrazione europea. Meloni propone uno schema che per noi non è accettabile. Lei sostiene la primazia dell’interesse nazionale rispetto a quello europeo. Per noi l’interesse nazionale è stare dentro all’interesse europeo. Diversamente rischiamo un futuro di emarginazione. Il mondo ha davanti una prospettiva di competizione globale tra Cina, Russia e Stati Uniti. L’idea di disaggregare l’Europa – esattamente come vogliono Putin e Xi Jinping – ci consegna a un futuro di regressione. Noi vogliamo una prospettiva di progresso per il Paese”;

Altro tema è quello del lavoro in Italia: quali sono le vostre proposte?
Noi abbiamo detto con grande forza che bisogna abbandonare definitivamente sia la stagione degli stage gratuiti – che hanno introdotto meccanismi di iniquità sul piano sociale – sia la stagione della precarizzazione del lavoro. Alle nostre spalle abbiamo almeno due decenni di subalternità culturale nei confronti di un modello liberista che immaginava il meccanismo della precarizzazione del lavoro come elemento della competitività del Paese. Si è visto che questo in realtà non funziona né per i lavoratori né per le imprese che in questo modo non riescono ad avere maestranze qualificate. Quindi bisogna andare nella direzione di un meccanismo alternativo che veda l’abolizione degli stage gratuiti e la riforma del meccanismo di apprendistato, che introduca un collegamento diretto tra la domanda e l’offerta del lavoro e che soprattutto recuperi una cultura del lavoro”;

Cosa intende per “cultura del lavoro”?
Sto girando molto il Nord del Paese perché sono candidato in Piemonte e siamo arrivati al paradosso che ci sono aziende che chiedono maestranze che non hanno. Abbiamo anche un problema di recupero della cultura del lavoro. Abbiamo cresciuto troppe generazioni immaginando che il loro futuro fosse essere precari o calciatori o veline. Bisogna tornare al lavoro vero”;

Qualche giorno fa è morto durante uno stage Giuliano De Seta, uno studente di 18 anni. Non è stato il primo. Quali cambiamenti necessita il mondo dell’alternanza scuola-lavoro?
Innanzitutto bisogna introdurre un meccanismo di forte responsabilizzazione, evitare le logiche di approccio burocratico e peggio ancora, che tendono allo sfruttamento. Poi bisogna creare una condizione per la quale vi sia uno stretto collegamento tra lo stage e l’ingresso nel mondo del lavoro. Lo stage non può essere un surrogato di lavoro non pagato. Deve diventare un elemento formativo adeguato e appropriato. In questo bisogna lavorare anche con gli Istituti tecnici che in questi anni sono stati troppo ridimensionati. La riforma che abbiamo fatto sugli ITS va in questa direzione per creare un collegamento forte tra domanda e offerta di lavoro, in particolare del lavoro tecnico”;

Reddito di cittadinanza: cosa va migliorato?
Chi dice che bisogna abolirlo commette un errore. Il tema della povertà nel nostro Paese è un tema vero e bisogna stare molto attenti a non accentuare le fratture di una società come la nostra, che è molto fragile ed esposta. Il rdc non ha funzionato nella parte relativa alle politiche attive del lavoro, quindi bisogna lavorare sdoppiando il tema dell’aiuto alla lotta alla povertà rispetto a quello dell’ingresso nel mondo del lavoro”;

Come?
Dal nostro punto di vista è valida l’originaria intuizione del reddito di inclusione e bisognerebbe riprendere quel tipo di approccio”;

Come valuta la proposta di Giorgia Meloni di modificare il Pnrr?
Giorgia Meloni si assumerà la responsabilità di far perdere al nostro Paese 210 miliardi. Il Pnrr è la più importante misura di investimenti che sia mai esistita nella storia repubblicana. Questi soldi vanno spesi e vanno spesi bene. Rinegoziare oggi significa, da una parte toglierli ai territori, dall’altra aprire un contenzioso con l’Europa. Chi vota Meloni vota per far perdere all’Italia 210 miliardi”;

C’è, secondo lei, la possibilità che Mario Draghi rivesta ancora un ruolo all’interno del governo?
Mario Draghi è una persona di una straordinaria rilevanza. Ha svolto un ruolo molto importante. È stucchevole che forze politiche che lo hanno sfiduciato, oggi lo rincorrano. Proprio perché riteniamo che sia una grande risorsa per il nostro Paese, non va strumentalizzato e non va inutilmente impiegato come specchietto per le allodole per il consenso”.